Viaggi di gusto

A spasso con gli asini nella campagna piemontese

By 13 Settembre 2012 11 Comments

Finalmente mi sono decisa… Ecco a voi il mio primo post su EnogastronoVie: un progetto che  avevo in testa da tempo ma che non ho mai avuto il tempo (scusate la ripetizione) di sviluppare!

E la mia avventura inizia così… con un’iniziativa davvero particolare che mi ha fatto scoprire  un mondo altrettanto particolare: quello degli asini! Sì perchè grazie a un blogtour organizzato da NonSoloTuristi in collaborazione con l’azienda agricola La Piemontesina, ho partecipato a un trekking nella campagna piemontese in compagnia degli asinelli… asinelle per essere precisi!

Credevo sarebbe stata una passeggiata e invece si è rivelata un’attività per certi versi faticosa: le asine, anche se docilissime, non erano sempre collaborative… (come si evince dalle foto!)

trekking_someggiato

 

Poi camminare per ore sotto il sole cocente è un po’ sfiancante! Ma nonostante tutto valuto molto positivamente l’esperienza: è stato un’occasione per ritornare bambina e godere di nuovo dei piaceri semplici della vita.

Primo giorno: l’acqua delle rogge e della Dora
Io e Domenico, mio compagno di viaggi e di vita, partiamo presto con un treno da Milano e arriviamo alla stazione di Chivasso. Da lì ci vengono a prendere in auto Emilia e Lisa della Piemontesina e ci portano in azienda, che si trova nella frazione Mandria di Chivasso.
Facciamo subito conoscenza con i nostri compagni di avventura: Liliana, Roberto e Valeria. Ma le presentazioni non finiscono qui… Ecco Nina, Giusy e Cantoira: le tre asinelle che ci “scorteranno” nella campagna torinese fra rogge e mulini.

Emilia ci mostra poi l’azienda e ci spiega le attività principali che vi si svolgono: allevamento asini, vendita di latte d’asina e trekking tematici con gli asinelli per adulti e bambini. E poi è anche un agriasilo: che idea carina!

Dopo aver spazzolato e bardato i nostri asinelli… Mi correggo: dopo aver osservato Lisa spazzolare e bardare gli asinelli, li carichiamo con i nostri zaini e partiamo!
L’aggettivo impacciati non basterebbe per descriverci: c’è chi si fa trascinare dal trotto dell’asino, chi si pianta in mezzo al sentiero perché “qualcuna” vuole mangiare l’erba piuttosto che camminare… Insomma è anarchia pura!

trekking_asini_difficoltà

Per fortuna interviene Lisa, la nostra guida paziente, che ci svela qualche segreto per proseguire in maniera “decorosa” il nostro trekking.
Per prima cosa si cammina sempre alla sinistra dell’asino, tenendo ben stretta la corda legata alla capezza. E la regola fondamentale è: se vuoi far fermare un asino devi agire sulla parte anteriore del suo corpo, mentre se vuoi farlo camminare devi agire su quella posteriore. Sembra facile ma naturalmente ci siamo illusi troppo in fretta! Comunque dopo un po’ di difficoltà iniziali, riusciamo finalmente a tenere un passo costante.

Attraversiamo campi di granoturco, percorrendo sentieri costeggiati da rogge dall’acqua limpida e arriviamo in una zona attrezzata per picnic vicino alle sponde del fiume Dora. “Parcheggiamo” gli asini all’ombra e pranziamo al sacco con panini e uva.
Dopo aver mangiato andiamo in una piccola spiaggia del fiume e immergiamo i piedi nell’acqua freschissima: che sensazione piacevole dopo ore di camminata! Sapete che le acque della Dora hanno una particolarità? Sono cerulee, quasi bianche, perchè sono di origine glaciale.

La_Dora

Dopo la pausa rigenerante, proseguiamo il nostro cammino tra frutteti e orti, per poi arrivare all’azienda agrobioturistica A Casa di Giò, dove pernotteremo.
Veniamo accolti con entusiasmo dai proprietari, tra cui il signor Giovanni che ci presenta l’azienda e le sue attività: apicoltura, acquacoltura e frutticoltura biologica.

Nina Giusy e Cantoira

La prima tappa della nostra visita è il laboratorio per la smielatura e il confezionamento del miele, in cui ci vengono spiegate le varie fasi di lavorazione: prelievo dei melari, disopercolatura, smielatura, filtrazione e decantazione.
Poi andiamo a visitare il frutteto: il signor Giovanni ci mostra varietà antiche di mele e altre curiosità botaniche come il banano di montagna: pianta originaria degli Stati Uniti, che produce grossi frutti di forma cilindrica e dal sapore particolare (un mix di banana, ananas e vaniglia).
Tra una spiegazione e l’altra, raccogliamo alcune mele, una per ogni varietà, che diventeranno poi la nostra merenda pomeridiana, insieme a torte e crostate di frutta biologica.
Ci ritiriamo poi nelle nostre camere per rilassarci un pochino e soprattutto per farci una bella doccia.

Mele_antiche

La sera andiamo a cena al ristorante Le Campagnette e assaggiamo salumi “fatti in casa”, primi piatti della tradizione come i tagliolini in salsa di noci, secondi di carne alla griglia e dolci caserecci. Abbiamo mangiato molto bene e in più siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla gentilezza del proprietario, che ci ha riaccompagnato in agriturismo con la sua auto.

Secondo giorno: alla scoperta di mulini antichi e moderni
Ci svegliamo con calma e dopo una bella colazione a base di torte, miele e marmellate fatte in casa, prepariamo i nostri zaini e lasciamo le camere.
Prima di ripartire per il nostro trekking someggiato, il signor Giovanni ci dedica ancora un po’ del suo tempo, parlandoci di funghi e mostrandoci una varietà di porcino che cresce sotto le sue querce: il boletus tomentosus.
E per finire ci parla del comportamento e del linguaggio delle api. Sapete che le api comunicano tra loro per contatto delle antenne, per via chimica per mezzo dei feromoni e attraverso le danze?

Dopo questi interessanti approfondimenti sul mondo delle api, carichiamo gli zaini sugli asini e partiamo in direzione del Mulino Nuovo di Mazzè, attualmente non funzionante ma di grande importanza dal punto di vista storico: è stato costruito nel 1799 per volontà di contadini rivoluzionari che si rifiutavano di macinare il frumento presso la struttura del signore locale, che li vessava con pesanti tasse. Pranziamo al sacco sul prato davanti al mulino e ne approfittiamo per scattare qualche foto: il posto è molto suggestivo… un vero e proprio tuffo nel passato!

Mulino_Nuovo_di_Mazzè

Riprendiamo poi il nostro trekking ma le asine iniziano a essere stanche e diventa sempre più difficile convincerle a camminare.
E io inizio ad avere davvero caldo… Non ho un cappellino, allora metto un foulard in testa per proteggermi dal sole e mi trasformo in una mondina!

Dopo una bella camminata arriviamo al Molino di Giampiero Grosso: meno interessante dal punto di vista storico ma sicuramente rilevante dal punto di vista tecnico, visto che si tratta di un mulino ancora in funzione. Dopo una bella visita con spiegazione dei vari macchinari da parte del proprietario, acquistiamo 2 kg di farina di manitoba, salutiamo e andiamo via.
Abbiamo ancora un bel po’ di strada da fare prima di rientrare alla Piemontesina ma non ci scoraggiamo… Eccola all’orizzonte! Siamo quasi arrivati! E anche Nina, Giusy e Cantoira si accorgono di essere vicine e iniziano a ragliare felici!

Veniamo accolti da Emilia che dopo averci chiesto com’è andata, ci fa una bella sorpresa: ci fa assaggiare il latte d’asina. Il colore è bianco candido e ha sapore di latte vegetale, tipo latte di riso. Si tratta di un latte molto digeribile e particolarmente indicato nei casi di intolleranza al latte vaccino. Inoltre, grazie all’alto contenuto di sostanze antiossidanti, viene utilizzato in comesi, come base di creme e oli idratanti.
Anche la Piemontesina, in collaborazione con un laboratorio cosmetico, produce un olio per il corpo altamente idratante e nutriente. Lisa ce lo fa provare: ha un buonissimo profumo e lascia la pelle morbidissima. Tra l’altro è anche in super offerta! Chiedete a Lisa e vi spiegerà tutto!

Così finisce la nostra avventura con gli asinelli e difficilmente la dimenticheremo, perchè è stata un’esperienza davvero bella e particolare, adatta a tutti: adulti e soprattutto bambini… proprio come me! 😉

Trekking2

Per informazioni più dettagliate mandate una mail a lisa.mabilia@gmail.com. Oppure visitate il sito www.asinofelice.com.

Per i curiosi, la “diretta” del blogtour è su twitter: basta cercare #piemontesinatour! Buona lettura e buon divertimento! 🙂

Valentina

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