Adesso Pasta! Gragnano è a Milano col Pastificio Di Martino

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Eccoci di nuovo all’Hub Hotel di Milano, questa volta, e con mio enorme piacere, per una serata dedicata esclusivamente alla pasta dal titolo Adesso Pasta – Sapori di Campania.
Un piccolo team di grandi chef campani si è esibito dietro le vetrate della cucina del Mirror Lounge&Restaurant per preparare deliziosi piatti tutti a base di pasta … e che pasta quella prodotta dal Pastificio Di Martino, uno dei più importanti della “città della pasta”. Durante l’evento è stato anche presentato il libro “100 anni di pasta a Gragnano” curato dal Pastificio Di Martino e pubblicato dalla casa editrice Malvarosa.

La serata è stata un’occasione per conoscere al gusto questa pregiata pasta attraverso i piatti preparati dalle sapienti mani di chef professionisti; ma il Pastificio di Martino non vuol dire solo gusto ma anche storia, tradizione e cultura che si lega sia al territorio nel quale è immerso, dove la Pasta è il fulcro, sia alla storia d’Italia. Conosciamola allora un po’ di questa storia appassionante.

LA PASTA DI GRAGNANO

La città della pasta o, in particolare, la città dei maccheroni, nonché Gragnano, divenne famosa nel mondo, per la produzione della pasta, dalla metà del 1500, quando comparirono i primi pastifici a conduzione familiare. Contribuì alla sua diffusione un’invenzione che consentiva di produrre pasta a basso costo pressando l’impasto attraverso le trafile e, per le sue propietà nutritive, la carestia che colpì il Regno di Napoli nel corso del  XVII secolo.

La produzione dell’”oro bianco” trova nel territorio di Gragnano un microclima ideale, composto di vento, sole e giusta umidità.  I pastifici erano sostenuti dal lavoro incessante dei mulini che producevano farina, i ruderi di alcuni di questi si possono ancora ammirare nella “Valle dei Mulini”. L’epoca d’oro della pasta di Gragnano è l’Ottocento. In questo secolo sorsero grandi pastifici a conduzione non familiare lungo Via Roma e Piazza Trivione che diventarono così il centro di Gragnano. I pastifici esponevano i maccheroni a essiccare proprio in queste strade.

Dopo l’Unità d’Italia i pastifici gragnanesi si aprirono ai mercati di città come Torino, Firenze e Milano e la produzione della pasta raggiunse il suo apice. Il 12 maggio 1885 fu aperta una stazione ferroviaria, alla cui inaugurazione erano presenti il re Umberto I e sua moglie, la regina Margherita di Savoia, per l’esportazione dell’oro bianco, che collegava Gragnano a Napoli e da qui, tutta Italia.

Con l’arrivo dell’energia elettrica i pastifici si ammodernarono; ma, il Novecento, fu un secolo difficile. Le due Guerre Mondiali fecero entrare in crisi la produzione della pasta gragnanese che nel Dopoguerra dovette affrontare la concorrenza dei grandi pastifici del Nord Italia, che avevano capitali maggiori. Il terremoto del 1980 aggravò la situazione e ridusse drasticamente  il numero di pastifici.

Gragnano continua ancora oggi a essere la città della pasta, sede di pastifici storici che mirano sempre di più alla produzione di pasta di grandissima qualità che renda onore alla sua storia … uno di questi è il Pastificio G. Di Martino.

LA NASCITA DEL PASTIFICIO G. DI MARTINO. 100 ANNI DI STORIA DAL 1912 AL 2012.

Alle origini del Pastificio G. Di Martino, c’è la storia di una famiglia, radicata nel territorio e nel solco della tradizione. Il suo fondatore è Giuseppe Di Martino che incominciò ad apprendere i segreti di produzione dell’oro bianco quando era ancora un bambino. Nel 1907, all’età di 10 anni, iniziò a lavorare in un pastificio il cui proprietario non aveva figli maschi cui tramandare la sua sapiente esperienza. Ben presto, Giuseppe divenne “capo d’arte della pasta corta”.

In seguito, Giuseppe Di Martino divenne “impastatore”, ovvero direttore generale del pastificio. Quando il titolare dello stabilimento in cui lavorava si rese conto di potersi davvero fidare di lui, gli cedette le azioni.

Il pastificio G. Di Martino, quindi, nacque nel 1912. Dopo aver rilevato la proprietà dell’ex pastificio Cipolla-Lauritano. Allora il pastificio era il primo che s’incontrava entrando in paese e aveva una propria sorgente d’acqua segreta. In seguito, analisi chimiche eseguite negli anni Settanta, rivelarono che quest’acqua era oligominerale; dunque, non solo era leggerissima e gradevole al palato, ma facilitava anche l’impasto con un minor dispiego di energia meccanica

Nel 1915 il Pastificio G. Di Martino fu il primo a passare il Canale di Panama, perché i migranti italiani in America ben conoscevano la qualità della sua pasta. Inoltre, l’ubicazione vicina al mare di Gragnano facilitava il trasporto intercontinentale per via marittima.

Nel ventennio fascista, la denominazione sociale cambiò: fu quasi obbligato il passaggio a “Pastificio Impero”. Giuseppe Di Martino non volle trasformare i covoni di grano in fasci littori, ma rese l’immagine femminile del logo più bionda ed “ariana”.
Durante il periodo bellico, molti pastifici subirono pesanti contraccolpi. Castellammare era un cantiere navale militare e Gragnano divenne strategico per gli approvvigionamenti. I bombardamenti, purtroppo, non risparmiarono il pastificio. Le truppe tedesche, inoltre, lo razziarono per non lasciare nulla agli Alleati. Così, per una settimana, la famiglia Di Martino fu costretta a recuperare i pezzi di pasta incastrati fra le travi dei pavimenti, pur di sfamarsi.

Negli anni Cinquanta fece la sua comparsa il marchio “Napolina”, utilizzato per l’esportazione, successivamente ceduto e tuttora utilizzato in Gran Bretagna.

Giuseppe diresse il pastificio fino al 1972. Nel frattempo, il figlio Gaetano era diventato responsabile della produzione, Valerio dell’amministrazione e Lucio del settore commerciale. Giuseppe morì nel 1977 e lavorò fino a qualche giorno prima della sua scomparsa.

Oggi Giuseppe e Giovanna Di Martino, pastai di terza generazione, portano avanti la vocazione dei predecessori con identica passione, improntata ai valori di qualità, artigianalità, innovazione, valorizzazione del territorio e della sua cultura.

ORA GODETEVI ALCUNI DEI PIATTI DELLA SERATA …. JAMM’A MAGNA’!!!!!  :-)

Sara

 

 

 


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