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Arrivederci Friuli, tra Gemona, Venzone e i miei pensieri…

By 5 luglio 2014 No Comments

Secondo giorno in Friuli orientale con #adristoricalblogtour. Si parte per Gemona, esempio di ricostruzione post terremoto del 1976… La cittadina ci accoglie in una giornata di festa: un bel sole e tanti bimbi vestiti di tutto punto per le comunioni. Gemona storica, quella alta è molta graziosa: tutta raccolta intorno al Duomo, che sovrasta imponente la piazza e che affascina con la sua facciata – fedelmente ricostruita in seguito al sisma – da cui spiccano i tre rosoni e il portale rinascimentale.
Lungo le vie del corso principale scorgo una vecchia conoscenza: il pan di sorc, di cui già vi avevo parlato qualche tempo fa! E mi ritorna in mente quella Gemona che avevo visto per la prima volta la notte di un sabato piovoso… Ugualmente suggestiva, ma tremendamente diversa!

Il tempo di un caffè vista Duomo e si parte subito in direzione Venzone, cittadina che ho già visto come blogger per caso in Fruli Venezia Giulia, in occasione della festa della zucca e che rivedo sotto un’altra luce: meno spensierata forse, ma ugualmente emozionante.

Venzone è un borgo fortificato che sorge lungo le rive del fiume Tagliamento, ai piedi dellle Prealpi Giulie, il cui “abbraccio” sulla cittadina la rende ancora più suggestiva. Importante punto di passaggio nell’antichità, Venzone conobbe un grande fervore nei traffici commerciali.

Venzone

Purtroppo nel 1976, anno del sisma in Friuli Venezia Giulia, il borgo medievale fu colpito da una serie di scosse che provocarono morte e distruzione.
Non indagherò il dolore che un evento del genere può portare a una popolazione, perché fortunatamente non l’ho mai vissuto, so solo che tutte le volte che visito Venzone – nonostante la sua ricostruzione pietra su pietra per anastilosi – riesco a percepirne tutta la sua malinconica bellezza.

 venzone_

In ogni suo scorcio e nel volto della popolazione leggo l’orgoglio della rinascita, lo stesso sentimento che, unito al desiderio di “non dimenticare” e di tramandare conoscenza e stimolare la coscienza delle generazioni future, ha spinto alla costruzione del museo Tiere Motus.
Questo piccolo museo, ospitato nel Palazzo Orgnani Martina, racconta la storia del terremoto e della sua gente, accompagnando i visitatori lungo un percorso interattivo particolarmente toccante fatto di foto, video, audio e documenti che approfondiscono aspetti culturali, scientifici, sociali e legislativi, senza mai arrivare alla spettacolarizzazione del dolore. Anche la sala con il simulatore del terremoto, non è la classica “americanata” da parco di divertimenti holliwoodiano (che ricordo quasi con fastidio tra l’altro): non ci sono pedane vibranti, né immagini impressionanti in 3D, ma all’interno di una sala buia viene proiettato un video con il rendering del crollo del duomo di Venzone al momento della scossa. Qui vengono simulati anche i rumori del terremoto con un gioco di suoni bassi e vibranti. Nel mentre vengono proiettate foto, video e documenti che spiegano l’accaduto.

Si esce da quella stanza con il cuore un po’ più pesante, lo ammetto, ma quell’esperienza serve a tenere viva la memoria delle generazioni future, con delicatezza ma estrema efficacia.
Perché l’orcolat – creatura terrificante della tradizione popolare che impersona il terremoto – è imprevedibile, ma fare il possibile per evitare che causi distruzione e morte è un dovere di tutti, anche dei futuri adulti, e solo tramite la memoria e la diffusione conoscenza, si terrà alta l’attenzione su un tema così importante!

Girare per le viuzze di Venzone, con i suoi palazzi, chiese e monumenti fedelmente ricostruiti pietra su pietra, vale sicuramente una visita a questo splendido borgo, dichiarato Monumento Nazionale.
Tra i luoghi di interesse che vi consiglio di visitare, esplorando il suo caratteristico centro storico ci sono:

  • il Duomo e la Cappella di S.Michele, nella cui cripta sono conservate le “mummie di Venzone”;
  • le cinta murarie, 1300 metri scanditi da 16 torri che racchiudono il centro e il Palazzo Comunale, in stile gotico fiorito veneziano;

Venzone_duomo

Infine una chicca, per le buone forchette come me: se andate a Venzone andate ad assaggiare la cucina del Caffe Vecchio, ristorante a gestione familiare che si trova nella piazza principale.
Ottima cucina tradizionale con un tocco di creatività francese (che deriva dalle origini della proprietaria), in un contesto molto particolare: in una delle sale è presente anche il tradizionale Fogolar

Questo è stato il mio ritorno in Friuli, una terra che amo, forse non semplice e meno immediata di altre destinazioni, ma capace di entrarti nel cuore. Questa è stata la mia esperienza, in un momento in cui avevo bisogno di partire e mettere un punto a un periodo un po’ così… 

Arrivederci Friuli.

Valentina

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