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Belle scoperte al Vinitaly 2015: il nuovo nato di casa Mezzacorona Rotari AlpeRegis Pas Dosé e l’arte dello Chef Matteo Grandi

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ravioli_Matteo_Grandi_Roray_Mezzacorona_VinitalyAssonanza_Alpe_Regis_Rotari_MezzacoronaIl Vinitaly è uno di quegli appuntamenti scritti con inchiostro indelebile sulla mia agenda. Perché rappresenta un momento conviviale da trascorrere in compagnia delle persone a cui voglio bene. Perché il vino, soprattutto quello buono mi piace parecchio. Perché rappresenta un’ottima occasione di aggiornamento “professionale” (in fin dei conti sono diplomata sommelier, se pur per passione). Perché ogni anno mi sorprende facendomi scoprire vini straordinari.

Quest’anno, in occasione di Vinitaly 2015, ho avuto il piacere di partecipare a una degustazione di vini e piatti in abbinamento che mi ha particolarmente colpito e che mi piacerebbe condividere con voi.
Si tratta di Assonanza e Rotari AlpeRegis Pas Dosé, i due nuovi nati in casa Mezzacorona – famosa azienda vitivinicola del Trentino – che sono stati presentati dal brand ambassador Davide Semenzato, accompagnati dalle creazioni culinarie di Matteo Grandi, giovanissimo chef di Vicenza, vincitore della prima edizione di Hell’s Kitchen Italia.

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Assonanza fa parte delle Riserve e Selezioni Castel Firmian ed è un connubio armonico tra la freschezza delle uve Chardonnay e l’aromaticità del Gewürztraminer. Al naso spiccano la mela gialla e la rosa, quest’ultimo sentore tipico del Gewürztraminer, mentre in bocca verrete avvolti da una vivace freschezza.
Di solito un bianco con queste caratteristiche si abbina ad antipasti e primi a base di pesce, ma qui arriva il bello… Noi lo degustiamo accompagnato da una battuta al coltello con fonduta di Parmigiano Reggiano Vacche Rosse, sfoglia di riso essiccato al forno e ovetto di quaglia. Piatto e vino sono molto equilibrati e si sposano alla perfezione dando vita a un’armonia di sapori sorprendente.

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Poi arriva il mio momento perché io – ve lo confesso – sono una vera appassionata di bollicine italiane, soprattutto di Trento Doc, spumanti metodo classico prodotti nelle cantine del Trentino.

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Ed ecco che mi viene servito Rotari AlpeRegis Pas Dosé: giallo paglierino acceso, brillante e con un perlage brioso, fine e persistente. Insomma, una meraviglia alla sola vista. Al naso riconosco subito sentori di lievito, frutta secca, nocciole tostate e poi frutta a polpa bianca. Queste fantastiche premesse si concretizzano in un gusto armonico, persistente, difficile da dimenticare anche davanti alla bontà del secondo piatto con cui lo degustiamo.

rotari_alpe_regis_pas_dose_vinitaly_2015E a questo punto Matteo Grandi, giovanissimo chef del ristorante Degusto di Arcole (Vr), ci sorprende con un piatto creativo, ma che allo stesso tempo affonda le radici nella tradizione del territorio in cui è nato e cresciuto, prima di girare il mondo per fare esperienza come cuoco professionista.matteo_grandi_chef_rotari_mezzacoronaSono i ravioli di anatra con la “pearà” – in veneto “pepata” – una salsa tipica veneta a base di pane raffermo, midollo di bue, burro, brodo di carne e pepe in abbondanza, fata cuocere per circa 5 ore. Anche in questo caso il connubio vino e cibo è armonico ed elegante. E la complessità del Rotari AlpeRegis Pas Dosé non fa che esaltare la delicatezza, ma allo stesso tempo forza di un piatto di struttura come quello proposto dallo chef Matteo Grandi. In questo caso  l’assenza totale del cosiddetto “liqueur d’expedition” – miscela di zucchero e vini pregiati affinati in barriques che viene aggiunta in fase di spumantizzazione – rende questo vino particolarmente secco, caratteristica che ben si sposa con la dolcezza della componente grassa preponderante nel piatto.

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D’altronde gli spumanti metodo classico Rotari sono da sempre una certezza e anche in questo caso, in occasione della presentazione del nuovo nato AlpeRegies Pas Dosé, le mie aspettative non sono di certo state disattese.
rotari_mezzacorona_vinitaly_2015Per maggiori informazioni su Assonanza e Alpe Regis Pas Dosé visitate i siti:
www.rotari.it e www.mezzacorona.it, ma soprattutto degustateli perché ne vale davvero la pena.
Invece per scoprire l’arte in cucina dello Chef Matteo Grandi, non vi resta cha andare a trovarlo nel suo ristorante Degusto.

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