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Conoscere l’Alto Adige Südtirol attraverso l’arte del riuso

By 25 Settembre 2012 No Comments

Conoscevo già l’Alto Adige per i suoi incantevoli paesaggi, i mercatini di Natale, lo speck e il Gewurztraminer ma, giovedì sera, grazie a Casa Alto Adige Südtirol, salotto-laboratorio allestito nello spazio espositivo Dream Factory di Milano, ho avuto l’occasione di conoscerla e di apprezzarla sotto un altro punto di vista: il riuso. La “cultura del riuso”, ci spiega Christoph Engl, Direttore Marketing dell’Alto Adige Südtirol, appartiene alla tradizione contadina altoatesina e si esprime al meglio in cucina e nell’artigianato. Quale modo migliore, allora, per entrate in contatto con la cultura della Regione se non mettendola in pratica con dei laboratori? In questo modo, attraverso cioè l’educazione al riuso, si ha l’occasione di conoscere in modo profondo e indelebile l’Alto Adige Südtirol. In effetti, la serata è stata così bella e interessante che ha lasciato un segno indelebile nella memoria. Di sicuro non potrò dimenticare la ricetta dell’insalata di canederli, tipico esempio di come è possibile creare un piatto gourmet con gli ingredienti del giorno prima. Se poi, la dimostrazione è svolta da un maestro d’eccezione come Manuel Astuto, chef del Parkhotel Laurin di Bolzano, allora non si può proprio più scordare. E come dimenticare i fantastici alberelli di Natale che io e Valentina siamo riuscite ad addobbare? Diciamo che come risultato del laboratorio di artigianato non è stato dei migliori ma di sicuro ci ricorderemo il concetto che sta alla base: affidarsi alla creatività per cercare materiali da riutilizzare con i quali creare cose nuove e originali. Un concetto, dunque, che mira alla sostenibilità ambientale e che la nostra paziente insegnante Carmen Bonora, artista disegnatrice di maiolica, ha fatto uno stile di vita.

Ed è proprio il rispetto per l’ambiente, spiega Sarah Prugger, Manager Mercatini di Natale Alto Adige, Divisione Destination Management, la direzione che stanno prendendo i mercatini di Natale dell’Alto Adige Südtirol. L’obiettivo è di diventare un “green event” con tanto di certificazione che si ottiene se si rispettano determinati standard, alcuni dei quali già osservati come ad esempio: efficienza energetica, gestione rifiuti, mobilità sostenibile, vendita prodotti esclusivamente locali e volume della musica negli stand al di sotto di una certa soglia. Insomma, alla fine della serata sono a tornata a casa con l’intenzione di controllare i miei inconsapevoli “abusi” consumistici, con un bellissimo alberello pronto per Natale e a impatto zero ma, soprattutto, con una gran voglia di andare in Alto Adige.

Sara

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