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Itinerario di tre giorni a Valencia: cosa vedere e fare nella città del sole e della paella

By 16 settembre 2018 No Comments

Quando viaggio, mi piace “ascoltare” le città e i luoghi che visito e adoro lasciarmi trasportare dalle emozioni e sensazioni che trasmettono.
Così, tutte le volte che torno a Valencia – città del mio Erasmus – non posso che sorridere e farmi contagiare dalla sua energia positiva.
D’altronde come si fa a non essere felici in un luogo in cui splende il sole per 300 giorni l’anno e dove la temperatura media è di 18 gradi?
E poi Valencia è bella, moderna, pulita, vivace, vivibile, economica. In una parola: perfetta! Quindi perché non dedicarle almeno un fine settimana per scoprirla?
Noi ci siamo stati da pochissimo in occasione della Fallas, festa travolgente e simbolo della città di Valencia tanto da essere stata dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità per l’Unesco. Ve ne parlerò a breve in un altro post, per ora accontentatevi dei miei consigli su cosa vedere a Valencia in un fine settimana.

Cosa vedere a Valencia in tre giorni

Ecco allora un itinerario di tre giorni a Valencia per vedere il meglio di questa città dal clima mite e soleggiato in grado di far venire il buonumore anche ai più musoni!
Per praticità, vi consiglio di acquistare – anche online, prima della vostra partenza – la Valencia Tourist Card con cui potrete viaggiare gratuitamente in autobus, tram e metro ed entrare gratuitamente nei musei e monumenti principali della città oppure fruire di sconti speciali presso le principali attrazioni turistiche di Valencia.

Plaza del Ayuntamiento vista dall’alto durante la mascletà, spettacolo pirotecnico che anima le Fallas, la festa più importante di Valencia

Primo giorno: Valencia storica

Iniziate a esplorare Valencia dal suo cuore pulsante, ovvero la Ciutat Vella. Per prima cosa, al mattino recatevi al Mercat Central: entrando nella bella struttura di inizio Novecento – in ferro, vetrate colorate, ceramiche e piastrelle smaltate – vi ritroverete all’interno di un mondo vivace fatto di colori, profumi e sapori tradizionali di questa terra, sapientemente disposti nello spazio grazie a grandi e scenografiche file di bancarelle che vendono frutta, verdura, pesce, carne, formaggi, pane e altri prodotti tipici.

Al primo sguardo, più che in un mercato caotico e rumoroso, ci si trova immersi in un ambiente bello, pulito, luminoso e allegro, dove poter fare ottimi affari… cosa che non guasta mai! Io vi consiglio di andare in uno dei tanti panifici e di acquistare un paio di empanadas – simili ai nostri panzerotti ma con pasta e ripieno differenti – da mangiare durante la visita, magari sorseggiando una spremuta di arance valenciane.

Proprio davanti al mercato, si trova la Lonja de la Seda, uno dei palazzi gotici più belli di Spagna, tanto da essere stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Costruito nel XV secolo, fu luogo di scambi commerciali tra produttori di seta e altri mercanti e proprio da ciò deriverebbe il suo nome, che tradotto sarebbe “Mercato della Seta” appunto. Per la visita vi consiglio di acquistare un’audioguida (al costo di 3€) per godere appieno delle bellezze che questo meraviglioso edificio può offrire. Impressionante la Sala de Contratación con le sue maestose colonne di 17 metri di altezza che arrivano fino al soffitto con le volte a crociera e le grandi finestre in stile gotico. Questo è il cuore della Lonja de la Seda dove si svolgevano anticamente sia gli scambi commerciali e sia attività bancarie. Molto bello e dall’atmosfera unica anche il cortile esterno ricco di piante di agrumi dal profumo inebriante durante la fioritura.

Lasciandovi alle spalle la Lonja de la Seda, con una passeggiata di 5 minuti arriverete a un altro meraviglioso esempio di stile gotico a Valencia: la Cattedrale dove, all’interno della cappella, sarebbe custodito il Santo Graal, utilizzato da Cristo durante l’ultima cena. Sì avete capito bene! Ne conoscete la storia? Sapete come mai è arrivato fin qui? San Pietro lo prese dopo l’ultima cena, lo portò a Roma e finì nelle mani dei papi finché non fu affidato a un soldato spagnolo, San Lorenzo Martire originario della Huesca, che lo conservò in un monastero ad Aragona affidandolo ai templari perché lo sorvegliassero. Fu poi rubato da un re, venne portato prima a Saragozza e poi a Barcellona, infine a Valencia da re Alfonso V. Ed è proprio qui che si trova ancora.

La sera magari potreste fare una passeggiata tra i vicoli medievali del barrio del Carmen, il quartiere più antico di Valencia dal carattere bohémienne e ricco di localini dove sorseggiare un’Agua de Valencia – cocktail tradizionale della città a base di succo d’arancia, gin, vodka e cava (lo spumante spagnolo) – accompagnata da deliziose tapas come le papas bravas, il jamón serrano oppure la tortilla di patate.

Secondo giorno: Valencia modernista

Quando le persone mi chiedono cosa vedere a Valencia, la mia mente visualizza all’istante uno scorcio della Ciudad de las artes y las Ciencias che mi è rimasto impresso fin dalla prima volta che lo vidi. Si tratta di un complesso architettonico, in gran parte opera dell’architetto valenciano Santiago De Calatrava, che si estende infatti su una superficie di 350.000 mq lungo il vecchio letto del fiume Turia, dove oggi si trovano i famosi Jardines del Turia, polmone verde di Valencia.
Da non perdere, secondo me, la visita all’Hèmisferic, il planetario di Valencia e al Museo della Scienza Principe Felipe, uno spazio interattivo dedicato a grandi e piccini che possono imparare divertendosi.

Dopo aver visitato la Ciudad de las artes y las Ciencias provate a dirigervi verso il quartiere animato di l’Eixample, qui sorge il Mercado de Colon riconoscibile dalla sua struttura in metallo. Al suo interno troverete numerosi caffè dove assaggiare l’horchata: una bevanda molto zuccherina tipica di Valencia a base di zigolo dolce, un tubero il cui sapore ricorda quello della mandorla.
Altro edificio modernista da vedere è l’Estación del Norte​​ con la sua facciata decorata con motivi di arance e foglie e all’interno le biglietterie in legno e i mosaici in ceramica.

Terzo giorno a Valencia: tra spiagge e la laguna dell’Albufera

L’ultimo giorno vi consiglio di spostarvi verso il mare ed esplorare il barrio del Cabanyal. Qui oltre a godervi il sole in una delle ampie spiagge – playa de Las Arenas, la Malvarrosa e playa de la Patacona – vi consiglio di passeggiare per il quartiere, un tempo zona in cui vivevano le famiglie dei pescatori. Qui potrete assaggiare una delle paelle più buona di tutta Valencia con vista mare.

Ma se la paella è la vostra più grande passione, vi suggerisco di non accontentarvi di quella che preparano nel quartiere del Cabanyal, ma di spingervi fino alla zona lagunare di Valencia, per assaggiare questa specialità proprio nel luogo in cui è nata: l’Albufera, una zona ricca di risaie e dove è possibile fare birdwatching . Sono tanti i tour operator che organizzano escursioni in qiesta laguna con partenza dal paesino di El Palmar e pausa pranzo in uno dei locali tipici. Noi abbiamo scelto di affidarci a una in particolare che si chiama Natura Albufera e siamo rimasti molto soddisfatti: la nostra guida era preparatissima e il giro in barca è stato davvero piacevole.

E per pranzo non avrete che l’imbarazzo della scelta. Nel paesino del Palmar ogni ristorante serve la paella valenciana tradizionale a base di riso, pollo, coniglio, lumache e verdure e anche la variante con un ingrediente che si trova facilmente in laguna, oltre al riso intendo, e cioè l’anatra.
Dopo uno studio accurato dell’offerta dei vari ristoranti abbiamo scelto di pranzare al Bonaire optando per una paella classica e il cosiddetto All i pebre e cioè l’anguilla in umido. Tutto molto gustoso, in più il locale è molto carino e il servizio cordiale, ma non invadente.

Finisce qui il mio post su cosa vedere a Valencia in 3 giorni… Naturalmente non visiterete tutto, ma avrete un assaggio di questa bella città dove splende il sole quasi tutto l’anno e le temperature sono sempre piacevoli. Se volete un consiglio, il periodo migliore per visitarla è durante le Fallas,  la grande festa della città di cui vi ho parlato all’inizio, che si tiene ogni anno dall’ultima domenica di febbraio al 19 marzo. In questo modo potrete viverne appieno l’atmosfera proprio come fanno i valenciani. E se andate a Valencia in un altro periodo, vi suggerisco di visitare comunque il Museo Fallero, nato per raccontare e tenere viva la memoria di una delle feste più sentite di tutta la città.

Buona Valencia e fatemi sapere se vi è piaciuta o meno e se vi sono serviti i miei consigli!

(Tutte le foto dell’articolo sono state scattate da me e Domenico con la nostra Sony Alpha 6000, obiettivo 16-50 mm F3,5-5,6.OSS)

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