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Critical Mass: pedalare in libertà tra le vie della città

By 12 Dicembre 2014 No Comments
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Chi abitata a Milano o Roma gli è, forse, capitato di imbattersi improvvisamente, tra le vie della città, in qualche orda festosa di ciclisti, chiedendosi da dove fossero sbucati, chi sono e, soprattutto, dove andassero. Per chi ancora se lo sta chiedendo, ha avuto un incontro ravvicinato con la Critical Mass, di cui ci spiega tutto Marzia, inviata speciale di EnogastronoVie, che il 28 novembre scorso ha partecipato a uno di questi eventi a Roma. Buona lettura!

La Critical Mass (in italiano Massa Critica) è un raduno spontaneo di ciclisti, non necessariamente professionisti, che usano la bici come mezzo di trasporto, spesso come unico mezzo di trasporto! Particolarità di questo movimento è di essere di difficile definizione proprio perché non vi è una struttura organizzativa o gerarchica. A differenza dei ciclisti della domenica che fanno uscite fuori porta, e perlopiù in fila indiana, nella Critical Mass l’uscita è indoor, si pedala all’interno della città, lo stesso luogo dove ci si sposta quotidianamente, e senza seguire l’ordine imposto da una fila indiana: si occupata tutta la corsia stradale!

Il messaggio comune che si vuole portare quando ci si raduna e si incomincia a pedalare in massa è la visibilità; perché nelle città le macchine sono sempre padrone delle strade a discapito delle bici che restano invisibili. La Critical Mass è una ricorrenza molto attesa tra il popolo del ciclismo urbano, meno dagli automobilisti che ne restano ai margini, dove i margini son quelli creati intorno ad una scia di bici che attraversa vie, vicoli e viali della città.

Lo scopo, però, non è quello di creare conflitto e disordini con gli automobilisti, ma di sensibilizzare a una maggiore sicurezza dei ciclisti sulle strade. Chi partecipa a questi eventi vuole, per una volta, avere l’opportunità di pedale in compagnia nella propria città, senza la preoccupazione del traffico.

Non vi è mai un percorso stabilito, tutto è deciso sul momento da chi si trova in testa al gruppo, dove ognuno è libero di andare e proporre un itinerario.

Gli incontri sono a cadenza mensile e, solo nella legge non scritta, si svolgono a Roma ogni ultimo venerdì del mese. Appuntamento e luogo sono gli unici punti fermi di questa massa in movimento: ore 18.30 a Piazza Vittorio.

Critical Mass Roma, 28 Novembre 2014, il mio racconto

Questa volta arrivo puntuale, per pregustare l’inizio. Non si spacca mai il minuto per la partenza, questo per dare modo ai partecipanti di radunarsi e incominciare a fare massa da fermi. E’ una delle parti più belle per me. Lentamente il marciapiede di Piazza Vittorio comincia a prendere la forma di tante ruote da pista, da strada, da sterrato, da down hill. Telai degli anni 80 si mischiano alle più moderne pieghevoli e telai ‘cancello’ (come vengono scherzosamente chiamati da qualcuno) si fanno strada tra le più performanti bici a scatto fisso. Qualcuno, come me, invece, ha ridato vita a una graziellina.

Uno spazio di scambio, di dialogo e di condivisione. Il potere della bicicletta è grandissimo: raduna in maniera trasversale tutta la società. Ci sono bambini allegri, adolescenti incuriositi, trentenni speranzosi, genitori combattivi, anziani esemplari. Non esiste status sociale che regga quando si è in sella, non esistono categorie lavorative che creino differenze nel dialogo; la bicicletta unisce tutti sotto lo stesso volere/valore: pedalare.

Quindi si parte, si sale verso la Stazione Termini per poi svoltare a sinistra e, dopo essersi lasciati Piazza dei Cinquecento sulla destra, andare in direzione di Piazza della Repubblica.

Girare intorno alla Piazza e poi scendere su Via Nazionale e come da rituale passare sotto il Traforo Umberto I: c’è sempre esaltazione quando si passa sotto il traforo perché ogni voce rimbomba e ogni campanello trova eco. Video, fotografie e impennate su una ruota; qualcun altro si mette in piedi sui pedali.

La massa poi continua dritta fino a Piazza del Popolo dove si compatta, si ferma cinque minuti per una chiacchierata e riparte alla volta della Tangenziale Est. La critical mass si rende visibile ovunque, non solo tra le strade del centro perché i ciclisti sono ovunque, soprattutto nelle periferie.

Si pedala per migliorarsi, perché si crede che dal momento in cui si è dotati e si è in grado di usare braccia e gambe tanto valga muoverli per spostarsi in autonomia totale. Si pedala per amore dell’aria, si pedala per amore delle tasche, si pedala soprattutto per riappropriarsi degli spazi. Lo spazio è di chi lo vive, e allora una volta al mese, coloriamo di tante luci la nostra città, di tanti telai colorati e di tanta speranza, portando un messaggio di mobilità nuova, viva.

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