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Il mio nuovo primo giorno in Friuli tra riconferme e cambiamenti

By 26 Maggio 2014 6 Comments

Partecipare a un blogtour vuol dire anche fare live tweeting che – per i “non addetti ai lavori”- significa condividere sui social, in diretta e a volte compulsivamente, ciò che si vede durante il viaggio.
Chi mi conosce sa che sono una “twittatrice” selvaggia in questi casi, ma a volte succede che le dita sull’iPhone non riescano a correre dietro ai pensieri, così si tengono per sé alcune emozioni per poi digerirle e provare a comunicarle meglio una volta tornati a casa.

E così è successo a me questo weekend, durante #adristorcalblogtour: un viaggio scoperta di un angolo di Friuli in cui già mi ero imbattuta come blogger per caso, ma che ho rivissuto con piacere, assaporando mille sfumature che mi ero persa la prima volta.

Volete venire con me? Vi accompagno in questo viaggio a cui tengo tanto, un viaggio anche un po’ interiore, forse perché fatto dopo l’ennesima scelta coraggiosa o folle della mia vita…

Tempo di partenze e di assaporare Udine fino all’ultimo piatto

Scene già viste: è Venerdì, Milano mi sta stretta e si parte. Su un treno direzione Udine inizio a fantasticare su come sarà rivedere quei luoghi che mi sono entrati nel cuore qualche tempo fa. Neanche il tempo di ripercorrere mentalmente tutte le tappe del mio viaggio e mi ritrovo a Udine: graziosa, accogliente e viva. Così distante da quella che vidi la prima volta in una domenica piovosa d’inverno.
camera_astoria_hotel_udineAlloggio all’Astoria Hotel, 4 stelle nel cuore del centro storico di Udine, dove la stanchezza di quelle 4 ore di viaggio alla fine si fa sentire. Collaudo subito il lettone e nel mentre sfoglio alcuni depliant sul progetto Adristorical Lands.

L’appuntamento con Giovanna, guida d’eccezione del nostro gruppo assortito di blogger e giornaliste è alle 20.30. Ci porterà ad assaggiare i sapori tradizionali di Udine in un’osteria tipica, Al Vecchio Stallo, dove la protagonista assoluta sarà la polenta declinata in varie ricette: dall’antipasto con polenta, montasio e funghi al secondo con frico e polenta. Tutto ottimo, innaffiato dal vino della casa e allietato da chiacchiere piacevoli con le mie compagne di avventura.

Giornata intensa da Udine a Topolò passando per Cividale del Friuli e le Valli del Natisone

Da_Udine_a_Topolo_Adristoticalblogtour

Udine, di sabato mattina e dopo una colazione abbondante, sembra quasi più assonnata di me. Mi risveglio improvvisamente dal torpore solo davanti agli affreschi del Tiepolo nel Duomo di Udine e nella Cappella del Sacramento. Il “pittore della luce” si riconosce dal suo stile sempre più evidente con il passare degli anni, quando nelle sue opere sparisce totalmente il chiaroscuro lasciando spazio a una luce che rende morbidi i contorni delle figure.

Affreschi del Tiepolo nella Cappella del Sacramento del Duomo a Udine

Potrei continuare per ore a parlarvi di questa città fatta di tante sfumature: Udine città delle acque, città veneziana, città del gusto, del Tiepolo, del Liberty, dell’aperitivo…, ma il mio consiglio spassionato è venire direttamente qui e trovare la “vostra” Udine, quella che più asseconda  i vostri interessi e passioni! Sono certa che non rimarrete delusi!

La seconda tappa della nostra intensa giornata è Cividale del Friuli, città fondata dai romani nel 50 a.C. come Forum Iulii, da cui deriva il nome Friuli che andrà a identificare tutta la regione. Poi è diventata città longobarda nel 568 come capitale del Ducato. Infine dal 1420 al 1797 fu sotto il dominio dei veneziani. Ed è per questo che Cividale del Friuli è una cittadina con più volti, che conserva rilevanti testimonianze artistiche e culturali delle civiltà che qui si sono succedute. A partire dal Tempietto Longobardo, un gioiello storico e artistico ricco di mistero che lascia attoniti i suoi visitatori, davanti ai suoi celebri stucchi, marmi e mosaici. Potete completare la visita andando al Museo Cristiano del Duomo e ammirare due opere scultoree di notevole valore come l’Ara di Ratchis e il Battistero di Callisto.

Altro punto di interesse a Cividale del Friuli è il Ponte del Diavolo, intorno al quale c’è una leggenda che narra che il Diavolo in persona propose ai cividalesi la costruzione del ponte ma in cambio pretese l’anima del primo essere che vi fosse transitato. La popolazione riuscì però a risparmiare anime umane facendo passare per primo un gatto. Dal ponte si gode un panorama mozzafiato davvero emozionante.

panorama_ponte_del_diavolo_cividale

Per pranzo assaggiamo la cucina tipica alla Locanda al Pomo d’oro di Cividale del Friuli, immersi nella quiete di una terrazza che si affaccia su questo territorio così generoso anche dal punto di vista dei prodotti enogastronomici. Tra i piatti che ho apprezzato di più ci sono: il tris di antipasti con strudel di carciofi, soufflè di zucchine e crostini con petto d’oca di antipasto e il primo piatto tipico della zona e cioè i cjarcions, ravioli con ripieno che varia a seconda delle zone (per esempio spinaci, cannella, uva passa) e che vengono conditi con burro e ricotta affumicata. Hanno un sapore particolarissimo dato dal contrasto tra dolce e salato. Io li adoro e questi della Locanda Al Pomo d’oro erano davvero speciali!

Dopo pranzo ci spostiamo nelle Valli del Natisone, alla scoperta di due tra le oltre 40 chiesette incastonate in questo paesaggio magico: visitiamo la Chiesa di Sant’Antonio Abate e la Chiesetta votiva di S. Bartolomeo, entrambe ben conservate e importanti testimonianze storiche. Vi consiglio di visitarle in compagnia di una guida, proprio come abbiamo fatto noi, che vi spieghi tutto ma proprio tutto di queste graziose chiesette.

Dopo tanta storia, ecco che ci spostiamo a San Pietro al Natisone, dove visitiamo lo SMO (Slovensko multimedialno okno – Finestra multimediale slovena), museo tematico che racconta la cultura del territorio, pensato come spazio attivo e dinamico da vedere e ascoltare. Sapete che qui “i libri parlano” e il territorio si esprime attraverso la musica tradizionale e i suoi suoni?

Questo museo particolarissimo è stato ideato e progettato dall’architetto Donatella Ruttar, famosa anche per essere la curatrice della manifestazione chiamata “Stazione Topolò-Postaja Topolove” che tocca vari campi dell’arte e della comunicazione e che si tiene ogni anno in un paesino suggestivo che ho avuto la fortuna di visitare, in compagnia della figlia di Donatella: Vida, una ventenne sognatrice che sprizza energia da tutti i pori!

Esploriamo così Topolò, piccolo centro abitato da circa una trentina di persone, disperso tra le montagne delle Valli del Natisone. Il borgo prende il nome dall’albero del pioppo, che in sloveno di dice “topol”. Qui ogni anno numerosi artisti provenienti da tutto il mondo, vengono ospitati per effettuare un “intervento” sulla base degli stimoli che ricevono dal luogo stesso ed in questo modo possono esprimere tutta la loro arte. Un posto incredibile, da inserire tra i luoghi magici da visitare!

La serata si conclude con un’ottima cena nella trattoria Alla Posta di Clodig, locale caldo e accogliente, dove si respira davvero un’atmosfera familiare, gestito dalla mamma di Donatella Ruttar: la signora Maria, che ci accompagna in un percorso di gusti e tradizione partendo dagli ingredienti più poveri che esistano e cioè le erbe di montagna! Ora un lusso, in verità, per noi poveri cittadini.
La cena è un crescendo di sapori speciali e ogni piatto rappresenta il territorio al meglio. Assaggiamo antipasti incredibili a base di erbe e un paio di vellutate particolarissime. Forse la mia preferita quella alle foglie di matricaria, che credo sia la camomilla: leggermente amarognola ma delicatissima. Mi ha conquistata! Altra meraviglia che devo assolutamente riproporre a casa prima che arrivi il caldo è la polenta al vino: servita con la carne e le verdure e presentata come se fosse una pallina di gelato ai frutti di bosco. Coreografica alla vista e straordinaria al palato! Altra meraviglia, forse questa più difficile da copiare, sono gli gnocchi di patate al sugo serviti all’interno di un carciofo abbrustolito al forno. Che profumi meravigliosi e che gioia per le mie papille gustative!

Se ancora non vi siete stancati di leggere i miei racconti, nei prossimi giorni pubblicherò anche la seconda parte di questo viaggio alla scoperta del Friuli, fatto di luoghi, persone ed emozioni uniche.

A prestissimo!

Valentina

6 Comments

  • Maria franca ha detto:

    Complimenti Valentina, hai scritto un bel diario sul tuo viaggio in Friuli Venezia .Eccezionale nella descrizone dei paesaggi e nella parte enogastronomica ma soprattutto ricco di emozioni,impressioni e di colori .Sei stata bravissimaaaaaaa!

  • Cristina ha detto:

    Il tuo diario sul Friuli e’ fantastico:ricco di dettagli e di consigli utili. Aspetto la seconda parte che sara’ sicuramente ancora di piu’ piena di curiosita’ .

  • Etelca ha detto:

    Complimenti, come sempre riesci a stupirci di paesaggi e gusti che conosciamo ma che diventano speciali con l’empatia dei tuoi diari. Grazie!

  • giovanna tosetto ha detto:

    ciao Valentina aspetto anch’io la seconda parte …… sei stata eccellente

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