La fagiolina del Trasimeno: cos’è, come si prepara e come la preparo io

Se siete stati nelle zone intorno al Lago Trasimeno, avrete sicuramente assaggiato, o almeno visto in vendita, un legume particolare che assomiglia a un minuscolo fagiolo – grande poco più di un chicco di riso – dai vari colori: dal crema al nero passando per tutte le tonalità del marrone.
Si chiama Fagiolina del Trasimeno ed è un Presidio Slow Food Italia, nato per tutelarne le piccole produzioni di qualità, realizzate secondo pratiche tradizionali.
La cosa interessante è che, nonostante la sua forma, non appartiene alla famiglia dei fagioli, visto che era conosciuto già al tempo degli Etruschi, dunque ben prima della scoperta dell’America e dell’arrivo dei fagioli in Europa.

Questo legume è stato prodotto fino agli anni ’60 e poi a causa della sua produzione difficoltosa – la semina e la raccolta sono fatte tutte manualmente – e della sua caratteristica di colore disomogeneo – non positiva per gli standard omogenei di mercato – è stata abbandonata la tradizione.
Ora c’è la riscoperta di questo prodotto e i produttori, con impegno e caparbietà hanno ripreso a seminarla e raccoglierla.

la fagiolina del trasimeno

Io ho scoperto questo delizioso e minuscolo fagiolo, dal sapore intenso e gustoso, durante #altrasimeno: un social media tour a cui ho partecipato, che mi ha permesso di scoprire gli splendidi territori intorno al lago Trasimeno.
L’ho assaggiato al naturale, su una bruschetta con olio buono (molto facile da trovare da queste parti) e nella zuppa. Ma purtroppo non sono riuscita a portarne a casa un sacchetto come souvenir.
Così l’altro giorno, mentre vagavo tra gli scaffali di Eataly a Milano, ne ho visto un sacchetto e ho deciso di acquistarlo. Per 250g. ho pagato 6.50€ mentre dal produttore, la stessa quantità si trova a 5€. Insomma non è un legume propriamente economico, ma il suo prezzo è dato dalla produzione secondo tradizione che vi ho raccontato prima. E poi vi posso assicurare che, una volta assaggiato, direte che ne è valsa davvero la pena!

L’altra sera, in preda a un raptus di creatività, ho preparato una ricettina facile usando questo piccolo legume: una zuppetta rossa di fagiolina del Trasimeno con totani e gamberi. E vi dirò che mi è venuta buona buona, quindi vi posso segnalare la ricetta senza la preoccupazione che qualcuno si lamenti per sospetto avvelenamento!

la fagiolina del trasimeno

Ingredienti per 6 persone

250 g. di Fagiolina del Trasimeno
300 g. di gamberi rossi
300 g. di totani (sarebbe stato meglio calamari o seppie in realtà, ma non li ho trovati)
500 g. di passata di pomodorini
2 spicchi d’aglio
olio extravergine di oliva, sale, peperoncino e prezzemolo q.b.
6 frise grandi pugliesi o pane biscottato

Preparazione

Circa 40 minuti prima fate cuocere la fagiolina in abbondante acqua salata.  Poi iniziate la preparazione sbollentando i gamberi, che poi pulirete. Pulite anche i totani e tagliateli a pezzetti. Poi preparate un soffritto con olio e aglio e aggiungete i gamberi e i totani. Salate, aggiungete il prezzemolo e una punta di peperoncino e infine la passata di pomodorini. Io per dare un po’ di sapore in più, ho aggiunto le teste dei gamberi al soffritto iniziale per poi toglierle. A questo punto aggiungete la fagiolina con un po’ di acqua di cottura a questo sugo di mare e lasciate cucinare per altri 15 minuti in modo che i sapori si amalgamino. Non lasciate che si asciughi troppo il sugo, piuttosto aggiungete acqua.
Infine mettete una frisa in ogni piatto e aggiungete la zuppa di fagiolina del trasimeno. Guarnite poi con un ciuffo di prezzemolo e… Buon appetito!

Valentina

Se volete acquistare la Fagiolina del Trasimeno, potrete contattare direttamente i produttori

Paolo Ceccarelli
ceccarellipa@alice.it

Madrevite di Enio Chiuchiurlotto
info@madrevite.com

Eleonora Giulianini
ele_1987@hotmail.it

Flavio Orsini
flavio.orsini@alice.it

Alessandro Spensierati
alessandrospensierat@libero.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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