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Il Carnevale in Sardegna: evoluzioni a cavallo, maschere diaboliche e antichi riti

By 12 Febbraio 2015 No Comments
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foto Flickr di Federico

Forse conoscete la Sardegna solo per le sue spiagge candide e il suo mare verde smeraldo, ma, se vi spingete oltre la costa e vi avventurate nell’interno, c’è un altro mondo da scoprire:  quello di antichi riti e tradizioni rimasti immutati nel tempo.

Il momento migliore per goderseli è il Carnevale, festa sentita moltissimo in tutta l’isola e ricca di appuntamenti soprattutto in Barbagia, dove rivivono le origini più arcaiche del Carnevale, legate ai culti dionisiaci e della fertilità.

Ecco una lista delle feste più importanti del Carnevale sardo, le tradizioni sono tantissime e varie, non avete che da scegliere :

  • La Sartiglia (ultima domenica di Carnevale e martedì grasso), Oristano

Con le sue corse a cavallo acrobatiche, è sicuramente il rituale più scenografico e il suo protagonista indiscusso è Su Componidori, cavaliere che viene vestito da sposa e protetto con una maschera androgina durante il suggestivo rito della Vestizione. Questa simbolica figura, né uomo né donna, sarà il primo a lanciarsi al galoppo nella Corsa alla Stella, con il compito di infilare la spada in stretti anelli a forma di stella. Altro grande momento da non perdere è quello delle Pariglie, durante il quale i cavalieri si sfidano in acrobazie spericolate in piedi sulla groppa dei loro cavalli.

  •  Carnevale Mamoiadino , Mamoiada

 E’ tra le celebrazioni tradizionali più antiche e le sue celebri maschere sono gli inquietanti Mamuthones: indossano maschere nere, casacche di pelo di pecora e sulla schiena hanno un fascio enorme di campanacci, che fanno risuonare all’unisono mentre avanzano a balzi. Mentre li osservate, attenti a non essere presi al lazo: gli Issohadores, vestiti di rosso, tenteranno infatti di “acchiapparvi” con le loro corde.

  •  Carnevale di Ottana, Ottana

Anche questa celebrazione è molto antica ed affonda le sue radici nel mondo agropastorale. Qui i diabolici Merdules (i contadini) tengono legati i Boes (i buoi), vestiti con pelli di   pecore   bianche e coperti da maschere di legno con le corna allungate. Questi, al suono delle campane che portano alle cinture, si scagliano contro i loro carcerieri e creano scompiglio tra il pubblico, accompagnati dalla strega Filonzanas (la tessitrice che fila il destino degli uomini) e dalle maschere animalesche del maiale, dell’asino e del cervo.

  • Carnevale di Ovodda, (mercoledì delle Ceneri), Ovodda

 Chiude il ciclo delle feste carnevalesche e ha per protagonista Don Conte, un grosso fantoccio dall’aspetto grottesco. Il Mercoledì delle Ceneri sfila per la città su un carretto trainato da un asino ed è seguito da Sos Istintos, “I colorati”, che hanno il volto annerito dalla fuliggine. Intanto gli Intighidores imbrattano con polvere di sughero bruciato i malcapitati che incontrano per strada. Al tramonto il fantoccio viene bruciato, ma i festeggiamenti e soprattutto i balli durano fino al mattino.

Sos Durches de Carrasecare: I dolci di Carnevale

 Non è Carnevale senza dolci e la Sardegna non fa eccezione. Ecco i principali dolci di   Carnevale della tradizione sarda:

  •  Le Origliette ( Orilettas)

 Specialità a base di pasta sfoglia fritta ricoperta di miele: il loro sapore ricorda un po’ quello delle Chiacchere.

Si tratta di spaghetti di pasta impregnati di miele che vengono ripiegati e arrotolati fino ad assumere la forma di una treccia.

  • Le Zeppole ( Tzipulas)

Sono la variante sarda delle classiche frittelle: possono essere lunghe o a ciambella, e, se  preparate in modo ligio alla tradizione, contano tra gli ingredienti lo zafferano disciolto nel  filu ‘u ferru, grappa tipica sarda.

Se siete appassionati di tradizioni storiche e un po’ paurose, dunque, il Carnevale sardo fa decisamente per voi.  Qui infatti è rimasto l’antica festa del caos, della follia che rigenera la società.

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