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Il Palio di Siena: cos’è per la città, per i senesi e per me!

By 2 Luglio 2014 No Comments

Chi mi conosce bene, sa che a Siena conservo i miei più bei ricordi della vita universitaria, motivo per cui, appena posso, ritorno volentieri in questa splendida cittadina ricca di storia e tradizioni.
E c’è una festa tutta senese, a cui sono particolarmente legata: il Palio di Siena, quattro giorni emozionanti, espressione di storia e sentimenti antichi che rivivono ancora oggi.

siena

Per chi non avesse mai avuto la possibilità di assaporare dal vivo le emozioni di questa festa senza età e per chi addirittura non la conoscesse proprio, ecco qualche informazione e curiosità per scoprire cos’è il Palio di Siena e perché anche quest’anno lo seguirò, purtroppo non da Piazza del Campo, ma in tv.
Sempre con un occhio chiuso e uno aperto, sperando non si faccia male nessuno!

Origini del Palio di Siena

“Il Campo”, a partire dal Medioevo, è sempre stato teatro di giochi e dispute: “Giochi della pugna”, “Bufalate”, “Pallonate”, “Asinate” e perfino “Caccia ai tori”.

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Ma c’erano anche le corse con i cavalli lungo le vie cittadine, in cui si sfidavano destrieri e fantini procacciati dai nobili e dai feudatari. Tra i primi del 1200 e la metà del 1300, si correva  infatti “il palio alla lunga” – che seguiva un percorso rettilineo – e il vincitore si aggiudicava un taglio di stoffa pregiata, il pallium.
Poi nei primi decenni del 1600 , si cominciò a correre “il palio alla tonda”, ovvero percorrendo l’anello più esterno di Piazza del Campo.

Ed è proprio in questo periodo che iniziano ad acquistare sempre più importanza le Contrade: porzioni di territorio urbano, compreso dentro le conta murarie, con primitiva funzione militare, civile e religiosa, diventate poi istituzioni territoriali con finalità ricreative e sociali.
Le Contrade originariamente nascono come “piccoli stati” e da qui derivano forme statuarie, ruoli e riti che sono arrivate fino ai nostri giorni. Ognuna è retta infatti da propri organi di governo eletti dal popolo: priore, seggio e capitano. E quest’ultimo nei giorni del Palio assume la gestione strategica.
Inizialmente le Contrade di Siena erano 60, per poi ridursi a 17 nel 1729, che poi sono quelle attuali: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone.

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Già nel 1656 “il palio alla tonda” ha una sua cadenza regolare: si tiene il 2 luglio ed è dedicato alla Madonna di Provenzano per un episodio che avvenne in quella data nel 1594. Si narra che nella zona dove oggi sorge la Basilica di Santa Maria di Provenzano, si trovasse un’edicola di una Madonna, verso cui un soldato spagnolo ubriaco provo a sparare un colpo di archibugio. Ma l’arma gli scoppiò in mano e l’immagine di terracotta della Madonna rimase indenne e fu conservata nella Basilica che fu costruita qualche anno dopo.
In quel giorno, ogni anno a partire dal 1656, si sarebbe così corso il Palio in onore della Madonna di Provenzano.

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Da questo momento in poi nascono norme e consuetudini del Palio che si sono tramandate fino ai nostri giorni:

  • i cavalli non verranno più montati dai nobili ma da mercenari assoldati dalla Contrade;
  • i fantini saranno obbligati a cavalcare “a pelo”;
  • si assegneranno i cavalli tramite sorteggio.

Dagli inizi del ‘700 si inizia a correre anche un secondo palio, il 16 agosto: una corsa prima “spontanea” – organizzata a proprie spese dalla Contrada vincitrice nella precedente Carriera – poi diventata “pubblica” e questa volta dedicata alla Madonna dell’Assunta.

La festa del Palio

I quattro giorni di festa del Palio, sono solo la parte parte più visibile di una passione comune che coinvolge tutto l’anno i contradaioli in numerose attività preparatorie.
É contradaiolo chi nasce all’interno di una data contrada, dunque non è una scelta, ma un dovere e un diritto, a vita. E si rimane contradaioli di quella data contrada anche quando si cambia casa e ci si trasferisce in un territorio di un’altra contrada.
Ma contradaiolo si può anche diventare. Infatti chi abita al di fuori delle mura o in un’altra città, può scegliere la sua Contrada, e partecipare attivamente alla sua vita.
Tutto inizia con il battesimo contradaiolo: una cerimonia con alfieri e tamburini, in cui il “Priore” battezza il “contradaiolo a vita”, utilizzando l’acqua della fontana di contrada e recitando una formula.

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Come si svolge la festa?

Inizia la mattina del 29 giugno (nel caso del Palio del 2 luglio) o del 13 agosto (nel caso del Palio dell’Assunta). In questi due giorni avviene la “tratta” e cioè vengono accoppiati “a sorte” un cavallo ad ogni contrada.
Per ogni “carriera” (corsa) corrono solo 10 contrade su 17, la cui partecipazione viene sempre decisa così: 3 contrade vengono scelte tramite un sorteggio che avviene almeno una ventina di giorni prima del Palio, mentre le altre 7 partecipano “di diritto”  e sono quelle che l’anno prima, nella stessa data, non avevano corso.
La sera della “tratta”, iniziano le sei prove che precedono il Palio. Tra queste le ultime 2 sono le più importanti: sono la “prova generale” e la “provaccia”.

Il giorno del Palio inizia prestissimo con la Celebrazione della Messa del Fantino alle ore 8 nella Cappella esterna ai piedi del Palazzo Pubblico. Poi viene svolta l’ultima corsa e alle 10.30 avviene la “segnatura dei fantini” all’interno del Palazzo Comunale. Da questo momento in poi non potranno più essere sostituiti:
Alle 15 negli oratori di Contrada si svolge la benedizione del cavallo.
Poi le comparse delle Contrade e i figuranti del Comune attraversano la città per riunirsi in Piazza Duomo, da dove partirà il Corteo Storico che alle 17, al primo rintocco del campanone che si trova in cima alla Torre del Mangia, entrerà in Piazza del Campo.

Da quel momento in poi, chi si trova nel cuore della piazza o nei palazzi intorno, potrà vivere un’atmosfera davvero suggestiva. Si è come catapultati nel Medioevo grazie al rintocco del campanone, unito al rullo dei tamburi.
Dopo la sfilata, viene portato giù dal Carroccio il Palio – il drappellone di seta nonché ambito premio della corsa – per poi essere condotto al Palco dei giudici. I contradaioli lo chiamano anche “cencio”.

Una volta che il Palio è stato issato, può iniziare la corsa vera e propria. I 17 alfieri (uno per ogni contrada), si dispongono nel tratto di pista davanti al Palazzo Comunale e inizia la sbandierata della vittoria. A quel punto il campanone smette di battere i suoi rintocchi e cessa anche il rullo dei tamburi. E il silenzio surreale di una Siena illuminata dalla luce calda del tramonto, viene rotto solo dal colpo di un mortaretto che annuncia l’uscita dei cavalli dall’entrone. Poi i fantini portano i cavalli al punto della mossa, dove dovranno allinearsi all’interno dei due canapi.

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L’ordine di entrata è stabilito per sorteggio, mentre la decima contrada entrerà “per rincorsa”. Si tratta di una fase di grande pathos, perché si pensa sia determinante per l’esito della corsa.
Una volta che la rincorsa entra, il mossiere abbassa i canapi e se la partenza viene ritenuta valida, inizia la carriera. Se la partenza non è valida, è invece tutto da rifare.

La corsa consiste in tre giri di pista e il vincitore è naturalmente il primo cavallo che arriva. Sì ho detto cavallo, visto che anche un cavallo “scosso” (senza fantino) può vincere!
Una volta terminata la corsa, i contradaioli della contrada che ha vinto, accorrono verso il palco dei giudici e gridando “Daccelo!” prenderanno il drappellone per raggiungere la Chiesa di Provenzano (nel palio di luglio) oppure la Cattedrale (ad agosto).

La Contrada vittoriosa inizierà così una lunga festa che avrà il suo apice tra la fine di settembre e il mese di ottobre, quando si terrà nel rione di Contrada “la cena della vittoria”, con migliaia di contradaioli e il cavallo al posto d’onore!

Quella che ho provato a raccontarvi è una festa coinvolgente e particolarmente sentita a Siena. Per la città e i senesi ha un grande significato emotivo, ma lo ha anche per me, anzi per noi!
La sera del 2 luglio del 2007 ho infatti trovato il coraggio di presentarmi a Domenico, mio attuale compagno di viaggi e di vita… Cogliendolo di sorpresa, alle spalle. Carica di vergogna, ma sicura che sarebbe stato per sempre! ♡ 

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Ringrazio anche Alessia Vessella per alcune foto che mi ha fornito e per aver reso speciali molti momenti della mia vita da studentessa a Siena! :*

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