Il pan di sorc: presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia

 

Il pan di sorc è un pane dolce e speziato che veniva fatto anticamente nel gemonese in provincia di Udine. L’impasto era fatto con tre farine: mais cinquantino (il sorc appunto in friulano), frumento e segale, al quale si aggiungevano fichi secchi, semi di finocchio selvatico, uvetta, cannella e noci. Si impastava in casa e poi si portava al forno per la cottura.
Purtroppo, alla fine degli anni Sessanta, a causa dell’abbandono della pratica della coltivazione del mais cinquantino e del cambiamento dei gusti alimentari, il pan di sorc si è iniziato a consumare solo a casa e nelle famiglie dove si conservava un forte legame con la tradizione.

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Ma grazie a un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale e di riscoperta di un prodotto agroalimentare della tradizione, promosso e curato dall’Ecomuseo delle Acque del gemonese, il pan di sorc è stato riportato sulle tavole dei friulani, diventando addirittura un “Presìdio Slow Food”.
Il marchio, presente sulla confezione del pan di sorc, garantisce che tutta la filiera rispetti la tradizione e la sostenibilità ambientale e che questo 
pane dolce venga prodotto seguendo l’antica ricetta.

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L’anno scorso, grazie alla mia incursione come “blogger per caso” all’Ecomuseo delle Acque del gemonese, ho avuto la fortuna di assaggiare questo pane dal sapore antico, legato alla memoria e all’identità di un territorio e della sua comunità. E vi dirò che mi è piaciuto davvero tanto: ha la crosta fragrante con un caratteristico profumo che ricorda quello della polenta ed è leggermente dolce, dunque non ti stanchi mai di mangiarlo!
E poi racchiude una storia fatta di passione e legame al territorio che lo rende ancora più buono! Pensate al solo lavoro di recupero della ricetta originale che c’è dietro… Incredibile!

Un piccolo ma sincero ringraziamento…
A distanza di quasi un anno, ho ancora ben impresse nella memoria l’estrema gentilezza e professionalità del responsabile dell’Ecomuseo delle acque del gemonese Maurizio Tondolo e di Etelca Ridolfo, che ringrazio tanto per l’entusiasmo con cui mi hanno accolto e per la passione che mi hanno trasmesso!

Un genuino esempio di valorizzazione del territorio che passa dagli abitanti e dall’amore che li lega alla loro terra… Venite a trovarli, rimarrete sorpresi come me!

Ecomuseo delle Acque del Gemonese
largo Beorcje 12 – Borgo Molino
33013 Gemona del Friuli (UD)
tel e fax 0432 972316
E-Mail: info@ecomuseodelleacque.it

 

 

 

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3 comments

  1. Ciao Valentina, il pane che ci proponi e’ veramente invitante.Conosci la riccetta? Se si ,cortesemente me la puoi mandare? Ti ringrazio anticipatamente.Ti seguo sempre complimenti.

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