Viaggio di gusto nella Sicilia che non ti aspetti: non solo arancini e cannoli

L’estate scorsa sono stata in provincia di Trapani e al rientro da quel viaggio ho creduto che la Sicilia avesse  il sapore delle arance appena spremute, della ricotta dei cannoli, della granita al gelso e degli arancini al ragù; ora, dopo aver assaggiato altri sapori “meno turistici”, forse più antichi e dunque autentici, mi sono ricreduta!
Così, da poco rientrata dalla Sicilia nord-orientale, sono pronta a raccontarvi le mie impressioni, emozioni e soprattutto quei sapori unici che difficilmente scorderò, quelli che si legano indissolubilmente ai miei ricordi. Forse perché la mia intelligenza emotiva e la mia memoria sono concentrate nelle papille gustative?
Non so! Intanto seguitemi per ripercorrere con me questo viaggio fatto di scoperte gustose…

Iniziamo proprio con un “classico rivisitato”, che ho assaggiato praticamente al mio arrivo in Sicilia: l’arancino di riso con sarde e finocchietto selvatico. E qual è la novità, direte voi? L’unione di due ricette – il sugo della pasta con le sarde e la base dell’arancino di riso – che crea una nuova armonia. Menzione d’onore anche al dolce: un parfait di mandorle bellissimo, ma soprattutto buonissimo!

parfait_mandorle_angolo_manueliana_santo_stefano_di_camastra

Ho assaggiato questo piccolo bocconcino di delizia pura, insieme a tante altre specialità in un ristorantino molto accogliente: L’Angolo di Manueliana, a Santo Stefano di Camastra (ME), grazioso paesino sul mare famoso per la produzione di ceramica. Da non perdere qui, una visita al Museo delle Ceramiche.

museo_ceramiche_santo_stefano_di_camastro

Ma i gusti veri, quelli che si imprimono nella memoria, non sono riconducibili solo a piatti elaborati, ma anche ad ingredienti, come per esempio l’olio extravergine di oliva. E proprio in queste zone, ne ho scoperto uno spettacolare, e non solo a mio avviso, visto che ha vinto numerosi premi. Stiamo parlando del “nettare di oliva” – così mi sento di definirlo, soprattutto se confrontato con l’olio della grande distribuzione – dell’Azienda Biologica Baglio di Villa Colonna.

Qui a seconda dei cultivar di olivo (verdello e ogliarola messinese), vengono prodotti oli dal sapore più deciso – quelli che sanno di carciofo, per intendersi, e che mi ricordano quelli della mia Sardegna – e oli più delicati da utilizzare su pesce e verdure.

olivi_azienda_baglio_villa_colonna

Se venite nella zona, organizzate una visita con degustazione direttamente in azienda. Il posto merita davvero: il baglio risale al XVII secolo ed è stato ristrutturato rispettando la sua storia.

Gli arredi sono originali dell’epoca e mi raccomando, chiedete ai proprietari di mostrarvi gli antichi negativi in vetro delle fotografie d’epoca… Rimarrete a bocca aperta!

azienda_baglio_villa_colonna

I sapori del territorio vanno anche saputi raccontare perché rimangano nel cuore, e in questo è stato bravissimo Vincenzo Sambataro detto Priatorio, proprietario di un ristorante a Tusa, che propone menu di degustazione con piatti della tradizione dai sapori decisi, a base di prodotti a Km0. Tante le bontà che ho assaggiato qui, raccontate con passione dal proprietario, ma la cosa che più mi ha colpito è qualcosa che “non ho ancora assaggiato”! Il signor Vincenzo, il giorno dopo la cena, è venuto appositamente nel bellissimo agriturismo in cui alloggiavamo (Poggio Aureo a Tusa) per portarci un sacchetto di manna, proprio quella del racconto biblico, la cosiddetta “manna dal cielo”, che cadde appunto dal cielo sugli Ebrei che attraversavano il deserto.

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Cos’è la manna? Si estrae dal frassino ed è un dolcificante e lassativo naturale. Da lì deriva il nome del “mannitolo”. E poi è anche presidio slow food! Come si mangia? Così al naturale oppure si aggiunge a un’insalata di rucola e noci, condita con olio extravergine e aceto balsamico. Non vedo l’ora di provarla!

A Mirto, altro grazioso paesino sui Nebrodi, oltre a visitare il Museo del Costume e della Moda Siciliana non dimenticate di fare un salto al Ristorante Antica Filanda: qui la cucina citata in numerose guide, vi sorprenderà. 

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Tra le specialità ci sono i piatti a base di maialino nero dei Nebrodi: una razza autoctona di suino allevato allo stato semibrado nei boschi del Parco dei Nebrodi; per questo la sua carne è molto saporita. Il piatto che più mi ha colpito sia per la presentazione che per l’armonia dei sapori è stato il maialino su vellutata di patata viola, con mela e rabarbaro canditi e melograno, perfetto con il Curpanè Mamertino DOC della Tenuta Gatti: 70% Nero d’Avola e 30% Nocera, quest’ultimo antico vitigno autoctono della provincia di Messina che si sta cercando di recuperare. Questo vino rosso rubino, dai sentori di mora, ciliegia e spezie, fresco, caldo e con una persistente sensazione di minerale in bocca, è perfetto da sorseggiare nella terrazza sul mare del Ristorante Antica Filanda!

antica_filanda_mirto

Ed ecco che mi ritorna in mente il dolce,  fresco e mai stucchevole, del miele di nespolo dell’azienda Emanumiele: una vera scoperta sia il prodotto e sia questa piccola azienda apistica che si trova a Galati Mamertino e che va avanti grazie alla grande passione del suo proprietario. Emanuele saprà raccontarvi come si produce il miele e il vero motivo per cui le popolazioni di api stanno diminuendo con il relativo calo di produzione. Vi do un’anticipazione: è ovviamente colpa dell’uomo! Altra chicca da assaggiare e portare a casa è il “torrone naturale” con pistacchi, cioè l’antico modo con cui si conservava la frutta secca grazie alla cristallizzazione del miele: una prelibatezza!

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Il nostro viaggio di gusto continua a San Salvatore di Fitalia, piccolo centro dei Nebrodi, in cui si trova l’azienda Il Lochetto: nata dalla tradizione di famiglia di preparare conserve in casa e dalla tenacia del proprietario, Bartolo Sebastiano, che dopo aver perso il lavoro si è rimesso in gioco tirando su un’attività che produce piccole grandi eccellenze gastronomiche: dalla confettura di fragole dei Nebrodi (profumatissime e dolcissime al naturale), al pesto al finocchietto (perfetto come condimento sulla pasta, magari aggiungendo un’acciughina e una spolverata di pecorino); dal paté di cardo selvatico (da provare assolutamente sulle bruschette) alla caponata con melanzane, peperoni, capperi e olive (ottimo antipasto o contorno).

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Fortunatamente questa azienda distribuisce i suoi prodotti anche a Milano, dobbiamo solo scoprire dove e siamo salvi! Altrimenti come avrei potuto sopravvivere sognandomi la ricotta di pecora (fatta in casa) con confettura di fragole dei Nebrodi? Non male anche per accompagnare un formaggio antico, tipico di questi territori: il maiorchino, a base di latte di pecora.

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Altro gusto nuovo per me è quello del latte di mandorle al naturale, che ho assaggiato nell’Azienda Agricola Biologica e Biodinamica Salamita, a Barcellona Pozzo di Gotto. Avete presente una spremuta di mandorle fresche, quelle bianche che sanno appunto di latte? Ecco, io adoro quel sapore perché mi ricorda la mia infanzia da nipotina felice che raccoglieva e mangiava le mandorle fresche insieme al nonno . Altro prodotto di eccellenza di questa azienda – a parte le arance e i loro derivati – è la crema di nocciole con l’elenco degli ingredienti più corto che ci sia: solo nocciole e miele, valida e salutare alternativa al burro di arachidi (il sapore lo ricorda molto) e alla nutella.

Se venite in zona Barcellona Pozzo di Gotto, non perdetevi assolutamente una visita al Parco Museo Jalari, un posto carico di energia vibrante. Le opere scolpite nella pietra da Mariano Pietrini, che prendono vita durante le ore del tramonto, sono uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita.

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All’interno di questo parco incantato, viene anche coltivata una varietà particolare di arance senza semi che vengono commercializzate dall’azienda agricola biologica Jalari.

E poi ci sono i sapori “strani”, che ricordi alla perfezione perché ancora non hai capito se ti sono piaciuti o meno. Come gli anemoni di mare fritti, antipasto preparato nelle cucine del Mediterranima: ottimo ristorante di Milazzo, inserito nel circuito ecogastronomico Slow-food. Per chi non lo sapesse, gli anemoni di mare o attinie, sono animali marini che assomigliano a dei bellissimi fiori dai colori accesi: da vivi sono urticanti, ma cucinati perdono questa caratteristica. Sanno di mare e per questo mi sono piaciuti, ma forse è stata la consistenza a non avermi entusiasmato. Mangiati come condimento per le linguine invece, li ho apprezzati molto di più!
Ma ciò che più mi ha colpito è stato il perfetto connubio tra la dolcezza del crudo di gamberetti di nassa, esaltati dall’aromaticità del vino biologico SP68 Sicilia IGT (Albanello e Moscato di Alessandria vinificati in secco) di Arianna Occhipinti: piccola (di età) grande (per capacità)  imprenditrice che, dopo essersi laureata in Enologia a Milano, è tornata nella sua terra per avviare un’azienda vitivinicola. Conoscevo già la sua storia, grazie a una puntata del programma Guerrieri su La7, ma non avevo ancora assaggiato il suo vino, e che vino! Poi sorseggiato vista mare, e con quelle delizie nel piatto, immaginate che meraviglia!

vino_arianna_Occhipinti_Mediterranima

Ma come ogni pasto che si rispetti voglio terminare il mio viaggio di gusto con il dolce, o meglio tre dolci. Mi spiace deludervi, ma non parlerò di cannoli, cassate e granite… Quelle le conosciamo tutti e sono ottime! Per iniciso, la mia granita preferita è quella ai fichi d’India!

Iniziamo con la “torta dell’amore”, bontà commuovente fatta con il cuore. Ecco perché tra gli ingredienti, oltre a pistacchi, cioccolato e limone, ci sono anche passione e professionalità, concentrate in un’unica persona: Aurelio Rumia, proprietario di un laboratorio di trasformazione agroalimentare di Savoca. Da qui non potrete mai uscire senza aver assaggiato tutte (e dico tutte) le sue “fruttate” (confetture di sola frutta e zucchero) e le sue creme spalmabili: quella al pistacchio di Bronte è una goduria indescrivibile!

Dopo la degustazione e acquisto di prodotti eccellenti, potrete smaltire le calorie con una bella passeggiata a “Savoca alta”, il borgo antico in cui sono state girate alcune scene del film Il Padrino.

Altro dolce speciale sono le cosiddette “Palle del Presidente”, non faccio alcun riferimento politico (meglio), ma immaginatevi chi possa essere il “presidente”. Tralasciando il nome, questo dolce è ottimo: piccoli babà ripieni di panna immersi in una delicata crema al limone. Ho scoperto questo dolce grazie ai racconti di Attilio Interdonato, proprietario di un’azienda biologica che produce prevalentemente Limone “Interdonato” IGP nonché presidio Slow Food. E la sera stessa l’ho assaggiato, come chicca finale di un’ottima cena nell’Azienda Agrituristica Bongiorno nei pressi di Antillo (ME): qui potrete anche soggiornare in una delle belle camere con vista sulle montagne. La piscina l’avrei provata volentieri, ma non abbiamo avuto tempo!

piscina_agritrurismo_bongiorno

Infine una chicca di cui mi sono follemente innamorata e che riproporrò sicuramente durante una delle mie cenette a casa: si chiama “cuccìa” ed è un dolce tipico della zona del palermitano e del siracusano, ma io l’ho assaggiato nell’Agriturismo Marino-La Locanda del Notaro, a Giardini Naxos.

cuccìa_agriturismo_mariano_giardini_naxos

Si tratta di grano cotto immerso nella ricotta di pecora fresca, lavorata con zucchero e cioccolato e guarnita con cannella e pezzetti di cioccolato. Avete presente il Kinder Cereali gelato? Ecco il sapore è molto simile, ma non vi sto nemmeno a dire quanto possa essere più buono e salutare! Ringrazio per la pazienza, il proprietario dell’azienda che mi ha spiegato questo dolce e tutti gli altri ottimi piatti che sono stati portati a tavola, come per esempio le panelle fatte con la farina di una particolare varietà di ceci: i pascià, dal sapore delicatissimo!

Potrei continuare per ore a parlare dei prodotti del territorio e delle persone appassionate che ho scoperto durante la mia esperienza #RuralPride tra Messina e Catania, ma purtroppo devo andare a fare la spesa e provare a “difendermi” dalle arance del Sudafrica, dall’olio extravergine ottenuto da miscela di oli d’oliva comunitari, dai pistacchi della Turchia e da marmellate con fragole provenienti chissà da quale paese sperduto nel mondo, dove manodopera e produzione costano meno!

Ecco, mi è già passata la voglia! Quasi quasi non esco e faccio un po’ di acquisti online contattando le aziende che ho visitato in Sicilia! Cosa ne dite? Faccio bene?

Valentina

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4 comments

  1. Ho scoperto da poco il tuo blog e ti faccio i mei complimenti: i post sono tutti molto interessanti e chiari, in particolar modo quello sulla mia Sicilia.Ciao Elisa

  2. Un ringraziamento Speciale a te Valentina che ci fai vedere le mille sfaccettature di luoghi molto belli ed interessanti.
    Ti seguo piacevolmente perché accresce il mio bagaglio culturale .
    Perché le tradizioni ,la cucina di ogni luogo è Cultura … Grazie ancora e Buon Viaggio …. Il prossimo ….

    1. Grazie mille Alessandro! Mi fa tanto piacere leggere commenti come il tuo perché mi danno la motivazione per continuare a scrivere! 😉

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