Monteleone Rocca Doria: una “gita fuori porta” nella Sardegna di cui ci si deve innamorare

Facile affermare che la Sardegna sia una terra bellissima argomentando che abbiamo le spiagge più belle d’Italia e non solo. Ovunque andiate, da nord a sud, da est a ovest, troverete spiagge paradisiache con sabbia bianca e sottile e un mare turchese e cristallino che non ha davvero nulla da invidiare a quello dei Caraibi.
E così a volte inciampo anche io in questa – lasciatemi passare il termine – banalità, per cui la bellezza della mia terra inizia e finisce nel suo mare.
Ma io so perfettamente che c’è una Sardegna meno “piaciona”, quella selvaggia, fatta di terre aride battute dal vento e da paesini che sorgono in mezzo al nulla, in cui la natura sembra riprendersi i suoi spazi e dove è facile incontrare persone appassionate e innamorate del proprio territorio. Luoghi che sembrano sconosciuti ai più e in cui invece ti capita di incontrare anche chi viene da lontano per trascorrere le vacanze qui, oppure per “fare impresa” a casa nostra, perché, più di ogni altro, crede nelle potenzialità di questo angolo di Sardegna.
Questa breve introduzione potrebbe andar bene per tante realtà presenti nella mia bellissima terra, ma qui vi voglio parlare di Monteleone Rocca Doria, un borgo della Sardegna nord-occidentale, in provincia di Sassari, arroccato su un colle di tufo calcareo immerso in un contesto naturalistico intatto, circondato dal Lago del Temo e di fronte al maestoso parco naturalistico del Monte Minerva.
Lago del Temo
Lago del Temo
Siamo nei pressi di due località turistiche sicuramente molto più conosciute e dall’indubbia bellezza, ovvero Alghero e Bosa, ma questo luogo ricco di storia e leggende ha un fascino unico che merita di essere scoperto piano piano.
Monteleone Rocca Doria è uno dei paesi più piccoli della Sardegna – conta infatti solo 120 abitanti – e ha una storia legata alla famiglia genovese dei Doria che nel XII secolo scelsero questo territorio per edificarvi la propria fortezza di cui rimangono solo alcune mura del castello, le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana scavate nella roccia, una torre a base circolare e altre tre torri a pianta quadrata.
Castello Monteleone Rocca Doria
Rovine del Castello di Monteleone Rocca Doria
Oltre alle rovine del Castello, una delle testimonianze storiche più importanti del borgo è la Chiesa di Santo Stefano, edificata all’inizio del Duecento, in stile tardo-romanico. La chiesa ha due navate: una a nord, risalente al 1270, in stile tardo romanico appunto – che in origine era la cappella del castello – l’altra, in stile gotico, costruita nel 1536 quando il paese venne ricostruito in seguito alla sua distruzione per mano degli eserciti della città vicine di Bosa, Alghero e Sassari. Le due navate possiedono entrambe un’abside a semicupola e ai lati di quella più antica ci sono quattro cappelle.
Ma nel centro del paesino di Monteleone Rocca Doria c’è un altro luogo che vale davvero la pena di visitare: è il Museo del pane, Centro di documentazione sulla storia della panificazione in Sardegna. 
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Centro di documentazione sulla storia della panificazione in Sardegna di Monteleone Rocca Doria
Qui all’interno di un’abitazione di fine Ottocento potrete ammirare una bellissima mostra dedicata alla riscoperta e valorizzazione delle tecniche di panificazione conosciute e usate sull’isola.
Questo piccolo museo, famoso per i pani “gioiello”, splendido esempio della tradizione Monteleonese dei pani degli sposi – in lingua sarda “zichi ladu in iscadda” – contiene un’esposizione di piccole opere d’arte fatte col pane e grazie alle spiegazioni di Tommasina, che vi accompagnerà lungo il percorso museale, potrete scoprire anche tutti i segreti della panificazione in Sardegna, il cui primo e più importante ingrediente è “su frammentarzu” ovvero la pasta lievitata che veniva conservata dalla precedente lavorazione. Aggiungendo poi a questo impasto avanzato farina e acqua si otteneva “sa madrighe”, la pasta madre, che serviva e che serve ancora oggi per realizzare il pane, quello vero.
L’ingresso al museo costa 2,50€ e i giorni in cui potrete visitarlo sono il martedì, il venerdì e il sabato dalle 10.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30, mentre per gruppi o per visitarlo durante altri giorni della settimana, si può contattare Daniela Sotgia, presidente dell’Associazione Culturale Essere a Monteleone Rocca Doria, al seguente numero di cellulare: 3498689133. Volendo si può anche partecipare a laboratori per imparare a fare il pane o dolci tipici sardi come le gallette per esempio.
Infine, un luogo davvero suggestivo da non perdere a Monteleone Rocca Doria, e in cui potrete scattare delle bellissime fotografie, è l’imponente cava di tufo che si trova ai bordi del centro abitato: ormai abbandonata l’attività estrattiva, la sua falesia bianchissima è però famosa in tutta Europa soprattutto tra gli appassionati di arrampicata sportiva.
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Cava di tufo Monteleone Rocca Doria
Il panorama sul lago del Temo, che si aprirà davanti ai vostri occhi una volta raggiunta la cava dopo una breve passeggiata su una stradina bianca, vi lascerà davvero a bocca aperta.
Cava di tufo Monteleone Rocca Doria
Cava di tufo Monteleone Rocca Doria
Dove dormire a Monteleone Rocca Doria
Unico b&b del borgo di Monteleone Rocca Doria è il Brancadoria: un palazzetto d’epoca recentemente ristrutturato che si trova nella piazza principale. Si può soggiornare sia in modalità b&b (30-35€ a notte con colazione) oppure in appartamento autonomo con sala da pranzo e angolo cucina, oltre letto/soggiorno (da 400€ a 550€ settimanali per appartamento da 2 fino a 5 persone e pulizie e cambi settimanali inclusi). Il b&b Brancadoria è gestito dalla regista genovese del docufilm “Maria Lai – Ansia di Infinito”, Clarita Di Giovanni, che ha scelto la Sardegna, e nello specifico Monteleone Rocca Doria, come sua seconda casa e sede della sua attività.
Se preferite soggiornare immersi nella natura e assaggiare la cucina tradizionale, poco dopo il paese di Ittiri, sulla strada che va a Monteleone Rocca Doria, troverete l’Agriturismo Su Recreu, una vera chicca per gli amanti della buona cucina a base di prodotti genuini: qui le porzioni abbondanti e l’ottimo rapporto qualità prezzo, vi faranno venire la voglia di ritornarci più e più volte.
Da vedere nei dintorni
– Il Santuario di Nostra Signora di Bonu Ighinu una chiesa campestre che sorge nel comune di Mara e le cui origini risalgono al XVII secolo. La leggenda dice che la chiesa venne eretta sul luogo dove la Madonna sarebbe apparsa, per chiedere agli abitanti di Mara e dei vicini villaggi, sempre in conflitto tra loro, di ristabilire le regole di bonu ighinau, ovvero del buon vicinato. Da qui il nome di Bonu Ighinu, “Buon Vicino”.
– La Necropoli di Pottu Codinu, scoperta tra il 1987 e il 1988, include nove complessi tombali frequentati in un arco compreso tra il Neolitico Recente (3500 – 2700 a.C.) e la tarda età repubblicana (II – I sec. a.C.). L’ingresso alle domus de Janas di Pottu Codinu costa 2,50€ ed è compresa la visita guidata. Molto bello il pereto storico che sorge intorno al sito archeologico.
– Il paese di Romana e i suoi murales ispirati alle opere del pittore Brancaleone Cugusi chiamato Brancaleone da Romana. È stato Vittorio Sgarbi a scoprire le opere arte di questo artista di Romana, morto nel 1942 a soli 39 anni. Dal 2007 nel centro del paese sono stati dipinti murales a tema tradizionale (sia ritrattistico a figura intera e sia bucolico) basati sulle opere di Brancaleone.

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