Moscato di Saracena: antico vino calabrese e Presidio Slow Food

In un mercato in cui vige ormai l’omologazione del gusto e l’offerta si piega servilmente alla domanda dei consumatori, è bello incontrare eccezioni come il Moscato di Saracena: vino di carattere che ha resistito al tempo e alla regole di mercato grazie alla caparbietà di una piccola ma tenace rete di produttori innamorati della loro terra.
Ed è proprio a Saracena – piccolo paesino in provincia di Cosenza di quasi 4000 abitanti, che si arrampica cocciuto su una collina rocciosa alle porte del Parco Nazionale del Pollino – che si nasconde questo tesoro enologico tra i più preziosi della Calabria.

Cos’è il Moscato di Saracena?

Il Moscato di Saracena è un vino calabrese dalle origini antiche, prodotto con un metodo particolare che, dopo aver rischiato di sparire, negli ultimi anni è stato fortunatamente recuperato e valorizzato diventando anche Presidio Slow Food.

Origini e storia del Moscato di Saracena

La storia del Moscato di Saracena affonda le sue radici nel Cinquecento, quando i barili contenenti questo vino erano imbarcati a Scalea per essere poi consegnati alla corte papale. Infatti sulla tavola di papa Pio IV il Moscato di Saracena non mancava mai.
Riferimenti più recenti a questo vino sono due resoconti del Grand Tour. Viene infatti citato da Norman Douglas nel 1915 nel suo libro Old Calabria: “il prosperoso paese di Saracena, famoso fin dai secoli passati per il suo moscato. Lo si ottiene dall’uva portata dai saraceni da Maskat”. Altra citazione è quella di George Gissing nell’opera By the Jonian sea del 1901 che lo ricorda come “cosa in pieno degna dell’antica Sibari un vino bianco, gradevole al palato, chiamato moscato di Saracena”.

Come si produce il Moscato di Saracena

Il Moscato di Saracena si produce prevalentemente da uve guarnaccia e malvasia alle quali viene aggiunta una piccola quantità di uve “adduroca” (vitigno aromatico il cui nome in dialetto significa appunto “profumata”) e moscatello (altro vitigno locale che non è mai stato censito e cresce solo a Saracena). Quest’ultimo viene raccolto al giusto punto di maturazione e poi viene appeso su graticci ombreggiati per circa 20 giorni. In questo modo, attraverso l’appassimento, zuccheri e aromi si concentrano. In seguito vengono attentamente selezionati a mano – generalmente da donne – gli acini disidratati che poi vengono pressati delicatamente. Invece guarnaccia, malvasia e adduroca vengono  pigiate dopo la vendemmia e il mosto che si ottiene viene bollito fino a ottenere una riduzione di circa un terzo del totale. Tale procedimento fa sì che il grado zuccherino, e di conseguenza il grado alcolometrico, aumenti. A questo punto i due mosti vengono assemblati e iniziano la fermentazione in botti di legno o in vasche di acciaio (la scelta dipende dal produttore). Il vino così ottenuto è di un color ambra luminoso ed è molto profumato con note di miele, fichi secchi, frutta esotica disidratata, mandorle e noci. In bocca è elegante e fine, di buona persistenza ed equilibrio e con un finale di bocca piacevolmente amarognolo.
Si abbina a piccola pasticceria, cioccolato e formaggi stagionati ed erborinati. Ma è ottimo anche da solo come vino da meditazione.

Presidio Slow Food  “Moscato al Governo di Saracena”

Il Presidio Slow Food  “Moscato al Governo di Saracena” coinvolge tre produttori di Saracena che hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità della produzione di questo vino antico, dando grande importanza alla coltivazione sostenibile dei vigneti. Tra i compiti dell’associazione ci sono quelli di condividere attività comuni come per esempio la comunicazione e la rappresentanza. Uno degli obiettivi che perseguono è anche quello di ottenere la Denominazione di Origine con la deroga della bollitura. Inoltre l’associazione si occupa di coinvolgere nuove cantine e giovani viticoltori mettendo a loro disposizione l’esperienza e supportandoli – se necessario – per l’avviamento della loro attività volta alla produzione del Moscato di Saracena.

Produttori del Presidio Slow Food  Moscato al Governo di Saracena

Cantine Viola
Luigi Viola, proprietario dell’azienda nonché Referente dei produttori del Presidio Slow Food, ha un passato da maestro elementare che, una volta andato in pensione dopo 35 anni di onorata carriera, ha scelto di dedicarsi a tempo pieno alle sue più grandi passioni: la natura e l’agricoltura. Ma soprattutto – coinvolgendo tutta la sua famiglia – ha deciso di valorizzazione e diffondere un vino antico come il Moscato di Saracena, che correva il rischio di estinzione.
Nei vigneti sono coltivate, secondo i principi dell’agricoltura biologica, uve autoctone come il magliocco dolce, il moscatello di Saracena, la guarnaccia bianca, la malvasia, il mantonico e l'”adduroca”.
Il Moscato passito di Saracena delle Cantine Viola è fatto per il 50% da uve guarnaccia  e un altro 50% da uve malvasia (uve dalle quali si ottiene il mosto); moscatello di Saracena da 15 a 30 Kg per ogni hl di mosto e “adduroca” in piccole percentuali.
Di colore giallo ambrato, al naso è intenso con profumi di albicocca, fichi secchi, frutta esotica e scorza di arancia candita. Mentre al gusto è avvolgente e fresco con sapori di datteri, fichi e arancia candita. Molto pulito ed elegante.

Feudo San Severino
L’azienda Feudo San Severino è una piccola realtà agricola nel comune di Saracena. Le sue vigne si trovano a un’altezza compresa tra i 250 e i 300 metri sul livello del mare, lungo i pendii a ridosso della pianura che ospitò in passato l’antica città di Sibari.
I vitigni coltivati sono tutti autoctoni, conservati intatti anche da un mancato sviluppo del territorio: lacrima nera, la guarnaccia, la malvasia e il moscato.
Grazie a un lavoro agricolo ormai scomparso, a una vinificazione artigianale e rispettosa del territorio e a vitigni autoctoni, si produce così il Moscato Passito al governo di Saracena del Feudo San Severino di colore ambrato brillante con di miele, fichi secchi e frutta esotica. Il suo sapore è dolce, morbido e molto fine.

Azienda Agricola Diana
Ho avuto la fortuna di incontrare Biagio Diana, produttore e proprietario di questa azienda, durante l’ultima edizione di Live Wine, Salone dei vini artigianali a Milano.
La sua azienda si estende per circa 10 ettari nel comune di Saracena e produce non solo vino (Moscato passito di Saracena e Mileo da uve Lacrima, vitigno autoctono), ma anche olio extra vergine di oliva.
Il suo moscato è forse il meno “perfetto” tra quelli degustati, ma forse proprio per questo il più particolare.

Le foto presenti nell’articolo sono tratte dal sito web delle Cantine Viola.

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