Viaggi di gusto

Rifugio Forte dei Marmi: evasione montana alla portata di tutti!

By 20 Settembre 2012 4 Comments

Ci ho messo un po’ a trovare il tempo e, devo confessare, anche un po’ il coraggio, per il mio esordio come aspirante blogger su Enogastronovie. Quando la mia “socia” Valentina mi ha parlato del progetto mi sono subito entusiasmata: “scrivere di viaggi, di cibo e di vino… Un sogno!”. E sì, un sogno che vogliamo realizzare insieme buttandoci in tandem in quest’avventura.

Ecco che allora inizio a parlarvi di un luogo che ho nel cuore, un trekking alla portata di tutti, una passeggiata nel cuore delle Alpi Apuane per raggiungere uno dei rifugi montani più famosi, non solo tra gli appassionati dell’alpinismo apuano, ma anche tra gli amanti della natura e della buona cucina come me: il Rifugio Forte dei Marmi.

Siamo partiti sabato 8 settembre, in mattinata, diciamo non proprio all’alba, diciamo pure che erano passate le undici. Lo so, non è un comportamento da brava escursionista, ma dovevamo fare i conti con le quasi cinque ore di macchina, passate per la maggior parte del tempo nel traffico, della notte precedente per raggiungere la Versilia. Comunque, trascinato giù dal letto il mio compagno e fatti gli zaini, ci siamo rimessi in macchina.
Da Viareggio per arrivare all’imbocco del sentiero ci vogliono circa 45 minuti. Siamo usciti dall’autostrada a Seravezza e abbiamo seguito le indicazioni per Stazzema. All’altezza dell’ultimo tornante, prima di raggiungere il paese, delle chiare indicazioni ci fanno girare a destra e, proseguendo per circa due Km, in prossimità di una casa, lasciamo la macchina e scegliamo il sentiero. Il nostro è il numero 5.

Tolte le infradito, e infilati gli scarponi, siamo immediatamente entrati in modalità montagna. Iniziamo seguendo i riferimenti per i sentieri n. 5 e 6, con le indicazioni per il callare del Matanna e il rifugio Forte dei Marmi fino a un bivio, dove i sentieri si separano; noi proseguiamo con il 5, immergendoci finalmente nel fitto bosco. Che bella sensazione essere avvolti dall’ombra degli alberi! Il sentiero è in salita (dislivello 334 m.) ma piuttosto semplice, così andiamo spediti. Siamo accompagnati, quasi a darci il benvenuto, da una famiglia di capre al completo: capra, caprone e due caprette. Seminata la famigliola alle prese con altre “attività”, proseguiamo nel bosco e poco dopo la sagoma del Monte Procinto sbuca sopra di noi. La sua forma completamente verticale è davvero impressionante, infatti, scopriamo addirittura che per molti secoli è stato ritenuto di origine diabolica.

Rifugio_Forte_dei_ Marmi_Monte_Procinto

Ci lasciamo la sagoma suggestiva e un po’ inquietante del Procinto alle spalle e proseguiamo fino ad arrivare a una fonte di purissima acqua sorgiva dove ci fermiamo per riprenderci un po’ dalla fatica della salita fatta con un po’ troppa foga. In effetti, sarà stato a causa dell’entusiasmo per l’escursione ma, più probabilmente, per i morsi della fame, siamo saliti in pochissimo tempo, poco più di mezz’ora. Da questo punto partono diverse altre escursioni segnalate in modo chiaro da numerose indicazioni. Noi proseguiamo verso il Rifugio e dopo circa dieci minuti lo troviamo davanti.
Rifugio Forte dei Marmi

Siamo accolti e fatti accomodare in una delle due terrazze esterne dalle quali si gode di un duplice panorama: a destra spicca la parete rocciosa del Procinto e a sinistra una bella vista sui monti circostanti che si aprono all’orizzonte sul mare. Il Rifugio offre una buona varietà di scelta di piatti della tradizione toscana e ligure tra antipasti, primi e secondi di carne. Optiamo per le classiche e sostanziose tagliatelle con il ragù e salsiccia con patatine fritte. Non potevamo trovare posto migliore per gratificarci della salita appena fatta! Scambiate due parole con il gestore del Rifugio, che ci esorta a provare le “vie ferrate” che partono in prossimità del Rifugio, ci incamminiamo sulla via del ritorno piacevolmente stuzzicati dalla possibilità di una prossima passeggiata in ferrata.

Tornati alla fonte, seguiamo il 5 bis per la Casa del Pittore. Ci inoltriamo nuovamente nel bosco e incontriamo i resti di una vecchia casa in pietra abbandonata, in cui non posso fare a meno di entrare. È poco più di un rudere ma emana un fascino intenso. Mi scuote una strana sensazione, non mi sento completamente a mio agio, non è paura ma quasi, esco e, correndo, ritorno sul sentiero raggiungendo il mio compagno. Proseguendo troviamo un’altra testimonianza della ricchezza storica e culturale di questi luoghi: una piccola ghiacciaia, in pratica un frigorifero del 1800! Poco dopo cominciamo a scendere e incontriamo un bivio (uno dei tanti ultimamente): a destra la direttissima che conduce alla base del Procinto (sentiero n°6) e a sinistra la via che ci riconduce verso l’auto. Continuiamo a scendere, passiamo a fianco a un piccolo santuario dedicato alla Madonna e, in circa dieci minuti, torniamo al nostro punto di partenza.

Ritrovata la macchina, togliamo gli scarponi, rimettiamo le infradito e torniamo in modalità mare… La giornata, non è finita, abbiamo ancora il tempo per un bel bagno!

Il Rifugio è raggiungibile anche attraverso i sentieri Pomezzana, sentiero n°106, oppure dal paese di Casoli , sentiero n°121. Aperto ininterrottamente dal 15/06 al 15/09, nei restanti mesi è aperto nei fine settimana o in altri periodi su prenotazione. Il rifugio dispone di 25 posti letto, 2 sale da pranzo interne, Bar, 2 terrazze panoramiche, teleferica per trasporto merci.

Come contattare il Rifugio Forte dei Marmi:
tel. 0584-777051

cell.: 331 327774

sito web: http://rifugiofortedeimarmi.wordpress.com/

email: rifugiofortedeimarmi@gmail.com

All’Alpe della Grotta mt. 865

Monte Procinto (Alpi Apuane) – Stazzema (LU)

Fateci un salto! Ve lo consiglio!

Sara Cirillo

4 Comments

  • enogastronovie ha detto:

    E brava Sara! Il primo commento al tuo post non poteva che essere della “redazione” di enogastronovie!:P Complimenti!;)

  • andreainthailandia ha detto:

    Certo un blog come questo fosse bilingue credo aiuterebbe l’incoming turistico italiano… bel post! 🙂

  • stef ha detto:

    Ho frequentato il rifugio per anni.Prima da giovinetto ai primi approcci col climbing,poi da più
    esperto e quindi,ormai anziano, da escursionista :l’ultima volta prima del cambio di gestione.Sono veramente addolorato e deluso nel vedere un posto storico,importante per tanti amanti della montagna e dell’alpinismo recensito come un comune ristorante il che fa anche pensare che l’intensione sia proprio quella di ridurlo a tale.Si sa tutto si evolve ma …in questo caso.forse si involve!

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