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Sal in Zuc: la semplicità in cucina che diventa fantasia #raccontamiunaricetta

By 18 Novembre 2014 One Comment

Ed eccomi di nuovo qui – dopo una pausa dovuta a un’influenza che non vuole passare – con #raccontamiunaricetta, l’appuntamento del martedì che da voce ai nostri lettori e amici, che ci ospitano virtualmente nelle loro cucine svelandone i segreti e le ricette più gustose.
Oppure quelle più “visionarie”, dove la semplicità degli ingredienti della tradizione indossa le ali della fantasia, reinventandosi in un piatto nuovo.

Proprio come il “Sal in Zuc”, ovvero salsiccia in zucca, gioco di parole da usare come formula magica per trasformare un piatto “normale” in un “piatto colorato e gustoso, per rendere un po’ più vive le umide serate autunnali”. Queste sono le esatte parole usate da Alberto Rosa – uomo di banca, giornalista sportivo, runner, blogger per caso e poi per scelta, amico e visionario, non in questo preciso ordine – per raccontare il suo piatto, nato quasi “per gioco”…

“Lavoro a Parma e da qualche mese in pausa pranzo frequento un locale aperto da un anno. Spesso con il proprietario, che ha meno di 30 anni, parliamo di cucina. Qualche settimana fa abbiamo condiviso alcune idee per il suo nuovo menù autunno – inverno e pensando all’autunno, volevamo qualcosa di colorato e dal gusto deciso e ci siamo trovati d’accordo che salsiccia e zucca sono un abbinamento tradizionale e che può essere proposto in una chiave fresca”.

Alberto introduce così la sua ricetta del “Sal in Zuc”. Ma veniamo al dunque… Ecco la ricetta così come è stata scritta dal “visionario”, con qualche mio commento ironico in corsivo.

La ricetta è per 4 persone, ma non ho un dosaggio preciso“. Iniziamo benissimo direi. Vi presento Alberto e la sua creatività incontenibile.
“Dunque si parte due luganeghe (o salsicce), arrotolate, tenute compatte da uno stecco da spiedino e bucherellate con una forchetta.
Su un tagliere ho fatto il samurai e ho sminuzzato un bel po’ di erbe aromatiche: salvia (che cresce spontanea nell’orto dei miei nonni e mi sembra che sia quasi un segno che loro ci siano ancora), rosmarino, alloro, erba cipollina e dragoncello”. E un pizzico di nostalgia, che non guasta mai.
“Ho cosparso le luganeghe con il mix di erbe e le ho messe in una fondina. Ho sommerso il tutto in un litro di prosecco (da buon coneglianese) e l’ho lasciato in questo bagno termale per circa un’ora. Al coperto, tranquillo”.
Le sue origini devono sempre venir fuori. Mi ricorda qualcuno… tipo me!

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“La zucca: basta mezza zucca, di quelle che si trovano anche già precotte dal fruttivendolo o nei supermercati che offrono prodotti freschi del territorio circostante alla loro ubicazione. Con la zucca precotta vien fuori il suo animo da single o da uomo in carriera. Fate voi!
“La lavorazione avviene in due fasi: prima si ammorbidisce la polpa in forno, poi la si taglia grossolanamente a pezzi grossi che verranno sciolti in padella.
Meglio un fuoco basso, quasi noioso, fino a che i pezzettoni diventano un puré. Una volta raggiunta la consistenza cercata, il puré va fatto raffreddare in una scodella.
Sono ritornato alle salsicce, ho tolto gli stecchi, le ho tagliate a rondelle che poi ho messo a cuocere assieme al prosecco. E basta. Non servono altri insaporitori. Il vino ha sciolto le essenze delle erbe aromatiche che sono state assorbite dalla carne. Una specie di tatuaggio”. Come?
“Quando il vino evapora quasi completamente, le salsicce sono pronte.
Ho preso 4 fondine (eravamo in 4 a cena) e sul fondo di ognuna ho spalmato generosamente il puré di zucca.

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Per la pasta: meglio pasta lunga, spaghetti o bavetta. Ho un amico celiaco e questa ricetta è perfetta anche per lui e la pasta gluten free è molto digeribile”. Ottimo consiglio da nutrizionista. Altro che foodie!
“Cotta la pasta, l’ho fatta saltare con le salsicce. Ho sistemato la pasta nei piatti sopra il puré di zucca, qualche pezzo di salsiccia e parmigiano a lamelle. Va consigliato di mescolare bene, così la zucca colora il piatto poco a poco, davanti agli occhi del commensale che, diventa parte integrante della preparazione”. Perché la cucina è anche gioco e mangiare un divertimento! Io sposo questa teoria!

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Ma chi ha insegnato ad Alberto a cucinare? Vorrei citare le parole che ha condiviso con me, ma sono troppo cariche di vita, la sua vita. Perché dietro certe parole c’è sempre una storia. Perché dietro un blog c’è sempre una persona. E allora vi invito a scoprire un po’ della sua storia proprio leggendo il suo blog Per 4 Piedi, un progetto per chi ama correre, un progetto carico di vita!

Valentina

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