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A Salina per scoprire la Malvasia delle Lipari: vino per eccellenza delle isole Eolie

By 13 Novembre 2013 2 Comments

Siamo ormai a metà novembre ma è ancora vivo nei miei ricordi quel profumo di albicocca matura, fichi secchi, mandorle e note di miele nel retrogusto e quel sapore dolce, ma sapido e fresco allo stesso tempo, che ti avvolge la bocca e ti scalda il cuore… e nel bicchiere c’era “lei”: la Malvasia delle Lipari DOC in tutto la sontuosità del suo color oro che tende all’ambrato!

E proprio “lei” è stata la protagonista finale di tanti pranzi e cene dal sapore indimenticabile, consumati sulle isole Eolie durante un viaggio-esperienza altrettanto indimenticabile, firmato Imperatore Travel: l’#eolietour2013.

Come sapete sono un’appassionata di vini e l’anno scorso, dopo 3 livelli di corso, mi sono diplomata sommelier Fisar. Ma questa è la prima volta che parlo davvero di vini e lo faccio con la consapevolezza che ho ancora tanto da imparare e che viaggiare e scoprire i vini nei loro territori di produzione rappresenti davvero un’ottima palestra per me!

Inizierò a parlarvi della Malvasia delle Lipari DOC a partire proprio dalla zona e dai metodi di produzione, giusto per introdurvi questo vino dolce, definito da Guy de Maupassant come il “il vino dei vulcani”.
Questo gioiellino dell’enologia mediterranea viene prodotto principalmente sull’isola di Salina, la più verde e fertile fra tutte le isole dell’arcipelago eoliano.

isola_Salina_spiaggia_Pollara

La Malvasia delle Lipari DOC si ottiene da uve Malvasia di Lipari (dal 92% al 95%) e da uve di Corinto Nero (dal 5% all’8%). La sua gradazione minima è 11,5% Vol. e il disciplinare ne consente la produzione anche nella versione Passito (o dolce naturale), che si ottiene appunto dall’appassimento delle uve e che deve avere una gradazione minima invece di 18 gradi. Infine esiste la versione liquorosa, che viene addizionata di alcol.

esiccamento_uva_malvasia

La Malvasia delle Lipari DOC è un vino da dessert per eccellenza e si abbina tradizionalmente a dolcini di mandorle o altra frutta secca, oppure con biscotti e piccola pasticceria secca in genere. Può anche essere servito freddo come vino da aperitivo, accompagnato a formaggi a pasta molle piccanti come il provolone oppure con gli erborinati come il gorgonzola. Infine nella versione Passito rappresenta un ottimo vino da meditazione.

granita_pesca_malvasia

Poi c’è un modo sfizioso e “tipico” per consumare questo vino ed è la Malvasia con le pesche anche in versione granita, bontà che ho assaggiato al Bar Da Carola nella più mondana Panarea.

azienda_FenechUna cantina da visitare sull’isola di Salina
Qui non vi segnalerò la già famosissima azienda agricola Carlo Hauner, che forse già tutti conoscerete, ma l’azienda Fenech, certificata biologica, che oltre alla Malvasia delle Lipari Passito DOC – con cui ha vinto numerosi premi e riconoscimenti – produce un vino bianco e un rosso IGT, la grappa di Malvasia ma anche i capperi di Salina sotto sale, presidio slowfood molto apprezzati per il gusto e le proprietà digestive.
Il proprietario dell’azienda, il signor Francesco Fenech è un personaggio, e solo la sua simpatia varrebbe una visita, se non fosse che la sua Malvasia delle Lipari Passito DOC è talmente piacevole che riesce a rubargli la scena!
Vi consiglio una degustazione qui, assolutamente!

Un ristorante dove mangiare e bere bene a Salina
Quello che vi sto per dare è un indirizzo per veri gourmandise che amano coniugare il piacere di un buon piatto equilibrato con vini non banali in grado di esaltarne il gusto! Stiamo parlando del Ristorante dell’Hotel Signum dove ogni piatto è curato fino al più piccolo dettaglio ed è servito in abbinamento a un vino selezionato da un attento e aggiornato sommelier della struttura.
Anche qui la vera protagonista di fine pasto è stata la Malvasia delle Lipari servita in abbinamento a un classico zuccotto alla Malvasia e a un insolito gelato al cappero!

 

Perfetta in entrambi i casi, anche se le regole della sommelerie danno quasi per “inabbinabile” il gelato perché l’azione del freddo inibirebbe le papille gustative e dunque la percezione del gusto del vino. Ma in questo caso il gelato non era poi così “gelato” (anche perché arricchito con fette di pane dolce) e la Malvasia è stata servita un po’ più fredda rispetto alla classica temperatura di servizio! Insomma: mangiato, bevuto e approvato! 😉

Valentina

2 Comments

  • Trevi ha detto:

    Eh? Malvasia vino delle Eolie? Ma se è’ vitigno istriano….

    • EnogastronoVie ha detto:

      Malvasia è il nome con cui vengono identificati numerosi vitigni in Italia. Quella che dici tu si chiama Malvasia Istriana ma esiste anche quella laziale, toscana, di Sardegna e la Malvasia di Lipari dalla quale si produce il famoso vino passito DOC… protagonista del mio post! 🙂

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