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Travolta dall’arte nel bel mezzo del Festival dei Due Mondi di Spoleto

By 18 Luglio 2013 11 Comments

Parliamoci chiaro, quel “travolta” nel titolo forse è eccessivo, ma si avvicina molto alla sensazione di stupore e meraviglia provata durante la mia esperienza come blogger di Non Solo Turisti per il Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Perché a volte i nostri interessi possono vivere placidamente per anni sotto la nostra pelle, senza mai manifestarsi, per poi esplodere alla prima occasione, se stimolati.
E questo è quello che è successo a me… Forse perché ho avuto la fortuna di assistere a spettacoli molto coinvolgenti e mai banali o forse perché durante questa esperienza sono stata circondata da amici e colleghi che mi hanno trasmesso tanta passione per il teatro anche con pochi scambi di parole… Insomma, non so cosa mi sia preso, ma qualcosa si è mosso dentro! Per capire cosa intenda, ripercorrete con me i momenti più belli del mio personalissimo viaggio a Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi.

Primo giorno: un viaggio, un’escursione e un naufragio, tanto per iniziare!
“Fresca” di un evento a Roma tenutosi la sera prima, prendo un intercity e dopo un’ora circa di surgelamento (grazie Trenitalia!) arrivo a Spoleto.
Nemmeno il tempo di lasciare la valigia in albergo, conoscere di persona gli organizzatori di e20umbria e i miei compagni di avventura (Fabrizio di Turismo Umbria e Carlotta de Il Tamburo di Kattrin), e già si parte per la prima delle due escursioni alle porte di Spoleto, in programma durante la mia permanenza: il Giro dei Condotti, passeggiata panoramica che va dal maestoso Ponte delle Torri ammirato da Goethe fino alla Basilica di San Salvatore, dal 2011 patrimonio UNESCO come testimonianza monumentale italiana longobarda.

Ma chi si ferma è perduto e dopo un pranzo tipico al Ristorante Il Panciolle (sulla cucina e sui ristoranti spoletini dedicherò un post a parte) arriva il momento di assistere al mio primo spettacolo, nella ex chiesa di San Simone, in compagnia di Michele di Krapp e Barbara dei Viaggi di Barbara. Si tratta della Tempête!, storia liberamente ispirata alla “Tempesta” di Shakespeare, che fa parte della Trilogie des Iles di Irina Brook.

Siamo naufraghi su un’isola, luogo in apparenza magico ma in realtà una prigione per i suoi abitanti, assoggettati dal mago-chef Prospero. Miranda, figlia del tiranno, il mostro Calibano e Ariel, lo spirito dell’isola, condividono il sogno di conquistare l’indipendenza e la libertà. Su quest’isola fatta di incantesimi e di musica si troveranno le risposte a numerosi quesiti. Come accettare la libertà delle persone che si amano? Come controllare il proprio potere per non abusare degli altri? Come si fa a perdonare chi ti ha fatto del male?
Ve lo confesso: ho trascorso due ore di spettacolo completamente rapita, in uno stato di beata contemplazione che niente e nessuno avrebbe potuto interrompere… Nemmeno il piccione che continuava a tubare sopra le nostre teste!

Secondo giorno: un borgo, la sua cantina storica e un concerto che ti accarezza il cuore…
La giornata inizia con una partenza quasi inaspettata e altrettanto inaspettata si è rivelata la meta: la cantina storica Conti Faina nel borgo medievale di Collelungo, nel comune di Baschi (Terni), dove si è svolta la presentazione del Distretto del Cachemire: quando le eccellenze del territorio si incontrano per promuovere una splendida terra come l’Umbria!
E dopo un pranzo all’aperto con vista sulle dolci colline umbre che diradano all’orizzonte, rientriamo a Spoleto perché in serata abbiamo un appuntamento speciale…

La Piazza del Duomo di Spoleto sarà infatti il palco di eccezione per il concerto di Raphael Gualazzi, artista timido e impacciato solo quando le sue dita non corrono sui tasti del pianoforte, il suo elemento naturale,lo strumento per esprimere tutto il suo talento. Impossibile restare fermi durante il concerto: i ritmi sono travolgenti  ma quando la musica si fa più lenta inizia ad accarezzarti il cuore… Bellissimo! Nella stessa fila, io, @Brigolante, @Fraintesa, Carlotta (che vi ho già nominato) e Stefano del Corriere dello Spettacolo,  sprizziamo entusiasmo da tutti i pori, mentre giochi di luce riflessi sulla facciata del Duomo accompagnano i brani del bravissimo artista marchigiano.

Terzo giorno: perdersi a Spoleto per colpa di guide improvvisate e ancora Irina Brook.
Non avendo avuto ancora modo di esplorare Spoleto, approfitto della mattina libera per fare un giro affidandomi a chi la città dovrebbe conoscerla bene, visto che è qui da più tempo di me: Stefano, che si rivelerà una pessima guida però! Scherzo ovviamente, anzi lo ringrazio per la pazienza!

Pavimenti_Duomo_SpoletoVisitiamo il Teatro Romano sede del Museo Archeologico e il Duomo di Spoleto con i suoi bellissimi pavimenti a mosaico, e poi via di corsa a vedere un’altra storia della Trilogie des Iles di Irina Brook

Questa volta assisteremo a uno spettacolo consigliato anche ai bambini, insomma perfetto per me: une Odyssey che racconta il viaggio di Ulisse e le dure prove che ha dovuto affrontare per ritornare nella sua patria e fra le braccia di Penelope.
Divertentissima la delineazione dei caratteri dei pretendenti di Penelope, che stressano alcuni difetti portando alla luce personaggi buffi ma che allo stesso tempo ci fanno riflettere.

Dalla platea le risate dei bimbi (me compresa) sono assordanti, perché è impossibile non divertirsi di gusto.
Gli attori sono fantastici come sempre! Anche se il mio preferito, il Calibano di Tempête!, è un semplice spettatore questa volta: uno spettatore che si è divertito dall’inizio alla fine dello spettacolo!
Nel pomeriggio, dopo una visita alla splendida Casa Romana del I Sec. d.C., vago da sola per Spoleto, perdendomi fra le viuzze e fra i miei pensieri… 

Quarto giorno: niente spettacoli e giornata libera per chi lo desidera… Non per me!
Delusa da una sorpresa mancata (avremmo dovuto fare una cooking class con un grande chef del territorio) decido di proseguire l’esplorazione di Spoleto. Il mio programma della giornata inizia con la visita a Palazzo Collicola e Stefano, uno dei pochi, forse l’unico che non l’ha ancora visitato, mi accompagna.
Tra  l’altro, già in crisi di astinenza da spettacoli, ne approfitto per scambiare alcune impressioni con chi è più esperto di me su ciò che ho visto finora… Interessante!

Ma torniamo alla visita di Palazzo Collicola, costruito tra il 1717 e il 1730, prende il nome dalla famiglia alla quale è appartenuto ed è l’attuale sede del Museo di Arte Contemporanea di Spoleto.

Mostra_Marras_e_Bucchi_Palazzo_CollicolaRimango colpita dalla mostra temporanea “Insieme siamo altro” di Antonio Marras (mio conterraneo nonché grande firma della moda) e Danilo Bucchi, allestita nelle sale del Piano Nobile e perfettamente integrata fra arredi e opere d’arte dell’epoca.

Invece Stefano sembra apprezzare particolarmente l’ironia introspettiva di Giuliano Corelli e delle sue statue in marmo che ritraggono l’uomo moderno nella sua quotidianità. Anche il nome della mostra parla chiaro: Daily Mirror e chissà se anche voi vi rifletterete e rifletterete come me!

La sera, poco prima della chiusura, riusciamo a entrare alla Rocca Albornoziana che sorge sulla cima del Colle Sant’Elia e che fino al 14 luglio ha ospitato la mostra Sconfinamenti: scopritela con le parole di Sara sul suo ViaggioAnimaMente.


Quinto giorno: un’escursione fra il sacro e il profano e lo spettacolo dei giovani lituani che ti ferisce.
Ultimo giorno a Spoleto e ultima escursione per me a Monteluco, fra eremi, conventi, boschi sacri e un’atmosfera tra il serio e il faceto, data dalla sacralità che si respira in questi luoghi e dall’allegria contagiosa dei miei due compagni di gita e cioè Stefano e la new entry: il “blogger dei blogger” Toshi, colui che ci scruta con occhio indiscreto e racconta dall’esterno la nostra esperienza!


Il convento di San Francesco con il suo oratorio e le anguste cellette del dormitorio mi rimarranno negli occhi e nel cuore a lungo anche se ciò che più ho apprezzato, da amante delle passeggiate nel verde, è la natura mistica del bosco sacro e il belvedere che si apre sulla valle di Spoleto con la famosa frase che San Francesco avrebbe pronunciato vedendo questo spettacolo: “Nil iucundius vidi valle mea spoletana”.

Belvedere-Monteluco

Con gli stessi compagni della “gita fuori porta”, la sera assisterò a uno spettacolo che fa parte del progetto European Young Theatre: Dear Teacher tratto da Dear Elena Sergeyevna di Liudmila Razumovskaya e interpretato dai giovanissimi e bravissimi attori della Lithuanian Academy of Music and Theatre di Vilnius.
Lo spettacolo era in Lituano ma non è stato difficile capirne il senso: tutto era giocato su un forte impatto emotivo che ti lascia l’amaro in bocca.
Lasciamo così il Teatrino delle 6 con il cuore appesantito e… La pancia vuota! Eh sì, perché dopo quasi due ore di spettacolo la fame è tanta e siccome questa sarà la mia ultima cena qui a Spoleto, decidiamo di andare all’Apollinare, il migliore ristorante della città a detta di Fraintesa (e non solo), che casualmente troviamo lì insieme alla famiglia e ad alcuni amici: Marco e Felicity, fondatori di Non Solo Turisti, nonché miei datori di lavoro!
Mangiamo benissimo, come sempre, poi ci fermiamo ad ascoltare i racconti del cameriere, che dipingono una Spoleto passata, dove il teatro e l’arte erano tutto, dove intorno al Festival dei Due Mondi c’era un mondo fantastico in cui tradizione e innovazione si univano in un caldo bacio…

Manifesto_Spoleto_di_Sandro_Chia

Io un po’ questa Spoleto l’ho vissuta, ma spero che sia solo l’inizio di una bellissima rinascita, perché anche un evento storico come il Festival dei Due Mondi di Spoleto va nutrito di linfa vitale per attirare la nostra generazione e quelle future.
E credo che l’esperienza di #e20umbria volesse andare proprio in questa direzione e per questo l’ho apprezzata tantissimo!

Un grazie immenso a tutti, dagli organizzatori ai compagni di avventura!

Valentina

 

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