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Un piccolo grande desiderio che si avvera: visitare il Molise, terra di passione e di eccellenze

Ci sono piccoli grandi desideri che basta un po’ di vento e un soffione perché si avverino.

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Chiesa di Santa Maria della Strada, Matrice (CB)

Tra questi ne avevo uno da tempo: visitare il Molise, regione invisibile agli occhi di molti, ma dal fascino davvero unico, forse perché ancora vera e inesplorata. Una terra dove la passione è di casa, fra le persone, e si traduce in calda ospitalità e prodotti enogastronomici di eccellenza, che ho annusato, toccato, assaggiato e infine amato, tanto da portarmi a casa qualche souvenir gustoso che non vedo l’ora di usare per le mie ricette.

E il filo conduttore del mio viaggio in Molise è stato l’amore per questa terra così generosa, che dà lavoro e nutrimento a chi la abita. E non c’è bisogno di usare le parole per descrivere questo senso di gratitudine, basta leggerlo negli occhi di chi ha dato voce al territorio durante la mia esperienza #MoliseCalling nel Basso Molise, in compagnia di altre colleghe blogger e giornaliste, tutte coccolate e viziate da grandi aziende molisane, prima fra tutte La Molisana – vero esempio di tenacia e passione, caratteristiche insite nel DNA ogni molisano – oltre che pastificio di eccellenza conosciuto in tutto il mondo.

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Massimo del Molino Ferro, Ripalimosani (CB)

Ad oggi La Molisana ha il controllo dell’intera filiera di produzione, grazie alla sua doppia anima, risultato dell’intreccio di due grandi realtà come le storiche Semolerie Ferro e il Pastificio La Molisana appunto, nato e “rinato” in Molise per volere della famiglia Ferro.

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Dettagli all’interno del Molino Ferro, Ripamolisani (CB)

la qualità della Pasta La Molisana è altissima, perché prodotta con farine dalle migliori varietà di grano duro, con una molitura che conferisce alle semole delle caratteristiche di pregio, unite all’ acqua pura proveniente da sorgive carsiche del territorio, trafilata al bronzo e fatta essiccare dolcemente.

Che poi solo con una pasta così, si possono davvero preparare piatti speciali come lo Spaghettone al ragù di Seppia dello Chef Antonio Terzano del ristorante di Termoli “Dentro le Mura”, che ho avuto il piacere di assaggiare dopo la visita al pastificio: una vera delizia per occhi e palato!

Ma la passione e l’amore per la propria terra ha tante sfumature. Lui è Claudio di Molise Explorer ed è stato il nostro autista in un’avventura che mai avrei pensato di poter fare in una regione come il Molise.

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Claudio, Molise Explorer

Immaginate di lasciare le strade asfaltate del Basso Molise, per addentrarvi nella campagna più verde, a bordo di un fuoristrada, lungo strade dissestate e fangose che un tempo erano i cosiddetti tratturi – le antiche e maestose vie carovaniere utilizzate per lo spostamento delle greggi transumanti.

Claudio non fa nulla per nascondere la passione sfrenata per la sua terra e riesce a far tornare tutti bambini facendoci salire sul tetto della “Vecchietta”, il fuoristrada più vecchio della carovana. Lungo la strada abbiamo avuto il piacere di visitare un gioiello architettonico del 1100: Santa Maria della Strada, splendido esempio di architettura romanica nel sud Italia, con una facciata ricca di simboli in cui perdersi grazie alle spiegazioni della nostra guida.

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Facciata di Santa Maria della Strada, Matrice (CB)

E il nostro viaggio di passione prosegue a Casacalenda, cittadina dal caratteristico aspetto medievale, in cui si gode la suggestiva atmosfera di un antico borgo.

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Scalinata variopinta a Casacalenda (CB)

E proprio in questo grazioso paesino tra le dolci colline del Molise, ho scoperto il sapore unico dei formaggi freschi prodotti con latte da mucche e pecore che hanno pascolato liberamente nel territorio, nutrendosi di erbe spontanee. Sentire il sapore dell’erba in un nodino di mozzarella, vi posso assicurare che non ha prezzo!

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Latticini del caseificio La Fonte Nuova, Casacalenda (CB)

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Giovanni Nomaro Caseificio La Fonte Nuova Casacalenda

Il caseificio artigianale di Casacalenda si chiama La Fonte Nuova ed è una realtà incredibile dove professionalità e passione si intrecciano indissolubilmente e dove si possono ancora vedere le lacrime sincere di chi si emoziona parlando dei riconoscimenti ricevuti, come il premio di “Miglior Formaggio d”Italia” ottenuto dal “Cacio in Asse” nel 2003 al concorso nazionale Formaggi d”Autore a Saint Vincent (Valle D”Aosta).

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Salsa ai ceci, miele e limoni di BioSapori, Casacalenda (CB)

Sempre a Casacalenda, c’è un altro posticino per veri amanti dei sapori di una volta: si chiama Biosapori ed è una cooperativa tutta in rosa, che si occupa di lavorare i prodotti della terra trasformandoli in deliziose conserve, sughi, sottoli. Tra le specialità i germogli di aglio e il velo di Tanit, una specialità a base di ceci, miele e limone che affonda le sue radici nel passato, una salsina che ben si accompagna a formaggi come il caciocavallo e il pecorino.

E poi c’è Larino, antico centro che affonda le sue radici in epoca etrusca: un gioiellino capace di mostrarci ancora il suo volto più autentico grazie alla Cattedrale, alla Chiesa di San Francesco, alla Chiesa di Santo Stefano e il Castello, ora Palazzo Ducale, tutte costruzioni che risalgono ai secoli XIII e XIV. Ciò che più mi ha colpito di questo grazioso centro è la Cattedrale di San Pardo in cui sono conservate le spoglie del Santo, il patrono della città. La sua facciata in stile gotico, costruita in pietra grezza e il suo rosone a tredici raggi circoscritto in una cornice con alla base due leoni, è davvero incantevole.

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Cattedrale di San Pardo, Larino (CB)

E poi nel centro di Larino, c’è una chicca che non posso che segnalarvi: è l’Osteria del Borgo Antico, un ristorantino a conduzione familiare in cui assaggiare il meglio della cucina del territorio fra tradizione e innovazione. Tra le specialità proposte – difficile da dimenticare anche una volta rientrati dal viaggio in Molise – ci sono le pallotte cacio e uova accompagnate da una millefoglie di pane con verdure e uovo di quaglia: a dir poco un piatto fantastico nella semplicità dei suoi sapori e nella presentazione.

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Pallotte cacio e uova. Osteria del Borgo Antico, Larino (CB)

In Molise ho scoperto anche un’altra realtà incredibile: l’Azienda Olearia Marina Colonna a San Martino in Pensilis. Qui nel bel mezzo di una tenuta da sogno, tra uliveti, campi di grano e di piselli, ho scoperto quanto la terra possa essere generosa con l’uomo, donando prodotti di una qualità unica come l’olio profumatissimo di Marina Colonna.

Quattro sono le tipologie prodotte dalle 20.000 piante di cultivar tipiche del Molise e dell’Italia: Olio Extra Vergine D.O.P., Monovarietale Paranzana, Biologico e la Miscela tradizionale. 

Ma nel Molise che ho avuto la fortuna di visitare c’è spazio anche per Campobasso, capoluogo e prima città per popolazione del Molise. Qui oltre agli scorci caratteristici di un borgo che si sviluppa in altezza, fra stradine impervie che portano a un suggestivo belvedere sulla città, potrete respirare un’atmosfera autentica.

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Camminando per le viuzze di Campobasso con il naso all’insù.

Da visitare assolutamente il museo Sannitico che sorge nel cuore di Campobasso, e in cui potrete fare un viaggio nel tempo alla scoperta delle popolazioni che hanno abitato il territorio del Molise. Il percorso museale è ben organizzato ed è facilmente fruibile anche senza l’accompagnamento di una guida, vista la grande quantità di didascalie e pennelli informativi disposti in ognuno dei quanttro gruppi espositivi: le persone, la casa, le attività e i culti.

E a Campobasso c’è un altro indirizzo davvero interessante per gli amanti della buona tavola e della tradizione: è il Ristorante Miseria e Nobiltà, e qui la Chef Mariassunta Palazzo, ci ha accompagnato in un viaggio fatto di tradizioni culinarie pastorali e contadine,  caratterizzato da contaminazione tra regioni come la Puglia, l’Abruzzo e la Campania, terre di passaggio unite dal percorso dei tratturi.

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Cavatelli con broccoli, pecorino, briciole e guanciale croccante, Ristorante Miseria e Nobiltà.

Ma il mio più bel saluto al Molise è stato così…

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Azienda Agricola Vinica, Ripalimosani (CB)

Con un calice di Sauvignon Lame del Sorbo dell’Azienda Agricola Vinica – un’altra realtà fatta di grandi sogni diventati realtà e di passione allo stato puro – e davanti a me le dolci colline molisane: verdi, vive – perché i terreni calcarei sono in continuo movimento – ed emblema dell’integrazione fra la terra e uomo, che da essa ricava vita e nutrimento.

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Degustazione Azienda Vinica, Ripamolisani (CB)

Dopo una degustazione in cui ho scoperto la Tintilia DOC – vino rosso particolare che nasce dall’omonimo vitigno autoctono del Molise – e dopo ver assaggiato la versione street food di quello che nella mia mente resterà una delle ricette molisane – e forse italiane – più buone che abbia mai assaggiato: la pizza e minestra, a base di erbette di campo e una “pizza”  croccante di granoturco.

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Pizza e minestra, Azienda Agricola Vinica

Cos’altro aggiungere? Il Molise esiste e mi ha conquistata. E non vedo l’ora di tornare in questa regione di passione ed eccellenze!

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