Viaggi di gusto

Un’escursione nella culla del Fungo di Borgotaro IGP

By 27 Settembre 2012 One Comment

Borgo Val di Taro, in Provincia di Parma, e le sue valli al crocevia tra l’Emilia, la Liguria e la Toscana, sono famose per un prodotto di eccellenza: il Fungo di Borgotaro IGP.
In particolare, i funghi porcini di Borgotaro sono molto conosciuti ovunque, in quanto considerati superiori per qualità organolettiche, olfattive e aromatiche, soprattutto rispetto ai “cugini” delle altre zone sia italiane che estere.

Due settimana fa, proprio in queste zone di elezione del Fungo di Borgotaro IGP, abbiamo fatto una bella escursione guidata con il Gruppo Guide Ambientali Escursionistiche delle Valli del Taro e del Ceno, verso la vetta del Monte Croce di Ferro e attraverso splendidi boschi di faggio, cerro e castagno.
E poi, caso vuole, che in contemporanea al trekking, ci fosse anche l’inaugurazione della Sagra del Fungo di Borgotaro IGP… quindi da bravi buongustai non potevamo proprio perdere questo appuntamento!

 

funghi-porcini-borgotaro

Partiamo alle 7.20 con un treno regionale veloce e cambio a Fidenza, che in 2 ore e mezza circa, arriva nella stazione di Borgo Val di Taro (costo 12,85€ solo andata). Da lì, due compagni di escursione, ci vengono a prendere in auto e andiamo nel luogo stabilito per la partenza del trekking.

Inizia così la nostra passeggiata fra Emilia e Toscana, immersi nella natura e alla scoperta di tracce della presistoria… In questi territori infatti, un team di archeologi ha trovato delle selci utilizzate per conciare pelli di animali. Da questi reperti si è dedotto che il crinale che collega il Passo del Brattello al Monte Croce di Ferro e al Monte Molinatico sia stato abitato, più di cinquemila anni fa, da alcuni gruppi di cacciatori nomadi che sfruttavano il passaggio migratorio dei branchi di cervi.

La nostra escursione sarà di difficoltà media e della durata circa 4 ore (escluse le soste): percorreremo circa 6 Km, con un dislivello in salita di 330 m.
Attraverseremo un territorio particolare, suddiviso in “comunalie” e la nostra guida, Antonio, ci spiega subito di cosa si tratta: sono proprietà a disposizione di una comunità, all’interno delle quali si gode di particolari diritti. Ad esempio, mentre i “comuni mortali”, se dotati di tesserino, possono raccogliere fino a 3 kg di funghi porcini, gli aventi diritto all’interno delle comunalie non hanno un limite.

Un altro diritto è quello del taglio e raccolta legna. Gli abitanti aventi diritto nel proprio spazio a uso civico, possono tagliare fino a 100 quintali di legna all’anno ma a due condizioni: non possono venderla e soprattutto la può raccogliere solo chi possiede una stufa a legna.

Proseguiamo il nostro cammino lungo sentieri fra i boschi e a un certo punto facciamo una deviazione e ci troviamo di fronte a un cippo confinario in arenaria, risalenteal 1828, con la corona del prosciutto davanti e il simbolo del Gran Ducato di Toscana nella parte posteriore.

Ai bordi delle stradine in terra battuta, ogni tanto qua e là, spuntano dei funghi, soprattutto le cosiddette mazze di tamburo… ma sono esemplari piccoli e dunque probabilmente tossici (così ci spiega la nostra guida).
Continuiamo a camminare attraversando distese d’erba fresca e calpestiamo piantine di Timo Serpillo che emanano un profumo inebriante.
Per pranzo poi ci trasferiamo in un bellissimo pratone con vista panoramica sulla Valle del Taro e mangiamo i panini che ci siamo portati da casa.

Antonio, la nostra guida, ci spiega il rapporto di stretta dipendenza tra il fungo e la crescita del bosco… Quando si disbosca, durante il primo anno, il terreno è traumatizzato perché vi batte molto il sole, ma i funghi crescono ugualmente perchè ci sono le ife. Il secondo anno non cresce più nulla e solo dal settimo, ottavo anno in poi, quando le piantine sono cresciute e le chiome iniziano a ombreggiare, i funghi ricompaiono, raggiungendo l’apice della crescita al quarantacinquesimo anno.
Invece i mirtilli, che crescono tra i prati e i boschi, sono eliofili e nascono proprio dove si taglia il bosco.

La nostra escursione prosegue fino ad arrivare alla meta del Monte Croce di Ferro a quota 1.178 metri. Poi riscendiamo e ci dirigiamo di nuovo verso le auto. Salutiamo tutti e ci accompagnano a Borgotaro…

E qui inizia la parte “gustosa” della nostra gita: a Borgotaro c’è la Sagra del Fungo e noi da buone forchette curiose non possiamo non fare una bella passeggiata fra gli stand e le bancarelle enogastronomiche: compriamo naturalmente i funghi porcini secchi, una caciotta di capra e un pezzo di Parmigiano Reggiano Dop del caseificio di Borgotaro.
Decidiamo poi di fare una merenda abbondante e per 5 acquistiamo un menu degustazione composto da torta alle erbe, torta di patate, crostini ai funghi porcini, e i cosidetti padelletti: frittelle di farina di castagne, davvero buone!

Facciamo ancora un giro per ammirare le facciate dei bei palazzi di Via Nazionale e prima di andar via visitiamo la Chiesa di Sant’Antonino del 1667, che si trova accanto ai resti del Castello di Borgotaro.

Ma si è fatto tardi e il nostro treno per Milano ci aspetta…
Arrivederci Borgotaro! Alla prossima! 😉

Valentina

P.S. Per qualsiasi informazione o per prenotare i trekking organizzati dal Gruppo Guide Ambientali Escursionistiche delle Valli del Taro e del Ceno potete consultare il sito www.trekking.taroceno.it e iscrivervi alla newsletter oppure chiamare lo 0525/96796.

Per avere informazioni circa l’edizione appena trascorsa (15, 16, 22, 23 settembre 2012) della Sagra del Fungo di Borgotaro IGP o se intendete pianificare la visita per il prossimo anno (o quando volete voi) questi sono i contatti:
info@fungodiborgotaro.com
0525/96796 (Uffico Turistico di Borgotaro)

One Comment

  • Luciana ha detto:

    A me piace tantissimo l’Emilia Romagna ein particolar modo la zona di Parma.Non sono mai stata a Borgotaro penso che sara’ la mia prossima meta.

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