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Alla scoperta della cucina tipica valtellinese in Valmalenco

By 30 Aprile 2013 2 Comments

Dove eravamo rimasti? Ah già! Sara vi aveva raccontato della nostra ciaspolata in Valmalenco giusto?! E ora è il momento di parlare di cucina, perchè qui oltre a paesaggi mozzafiato e a una natura rigogliosa, c’è anche un’ottima cucina!

Incuriosite dai piatti assaggiati durante il nostro soggiorno al Rifugio Zoia, io e Sara decidiamo così di intrufolarci nelle cucine per scoprirne i segreti!

Veniamo accolte da Emanuele Bergomi, uno dei proprietari della struttura, intento a preparare la polenta per il pranzo della domenica…
“Il segreto è cuocere la polenta su una cucina a legna – ci spiega Emanule versando lentamente all’interno di un brunz (paiolo in bronzo) colmo d’acqua bollente e salata, una miscela di farina gialla e farina di grano saraceno – Poi va girata piano piano con un tarell (bastone per mescolare) e aggiungendo burro d’alpe e il casera, formaggio valtellinese semigrasso, otterrete la gustosissima polenta taragna!”

 

Poi la mia attenzione viene catturata da una pentola scurissima che è sul fuoco… Sembra in pietra e in effetti lo è: si tratta del lavènsc in pietra ollare, che garantisce una cottura uniforme.

Ma io e Sara non resistiamo e chiediamo subito la ricetta dei veri pizzoccheri della Valtellina come quelli che abbiamo assaggiato durante la cena della sera prima: ottimi davvero!

pizzoccheri-della-valtellinaEmanuele ci spiega che bisogna innanzitutto mettere a bollire, in abbondante acqua salata, le patate a tocchetti e le verdure di stagione (le verze d’inverno e le bietole in estate). E nella stessa acqua in cui bollono le verdure vanno versati i pizzoccheri. Nel frattempo bisogna far soffriggere aglio e salvia nel burro finchè non diventa bruno. In seguito si scolano i pizzoccheri e le verdure per poi essere saltati in padella insieme a cubetti di casera. Per finire vanno spolverati con abbondante grana padano.

Un altro piatto della tradizione è lo sciatt (in valtellinese “rospo”) che consiste in croccanti frittelle di grano saraceno di forma tondeggiante con un cuore di formaggio fuso, generalmente il casera. Ma come si fa la pastella? Semplice! Mescolate 200 gr di farina di grano saraceno, 100 gr di farina bianca, un bicchierino di grappa, acqua gasata e sale fino a ottenere una pastella omogenea, dove tufferete i cubetti di casera per poi essere fritti in olio bollente!

tarozE per finire chiediamo nome e ricetta di un contorno, qui in realtà usato come piatto unico, assaggiato ieri: il taroz che è semplice e genuino ma allo stesso tempo gustoso visto l’equilibrio di aromi e sapori. Com’è fatto? Patate, fagiolini, formaggio casera e naturalmente una pioggia di burro fuso in cui è stata soffritta la cipolla. Anche questo è un piatto della tradizione che assaggio per la prima volta qui e che mi stupisce piacevolmente!

Ringraziamo Emanuele per averci ospitato nelle sue cucine e per averci trasmesso il suo sapere! Sicuramente ritorneremo a breve a trovarlo…magari con l’estate, per cercare un po’ di rifugio dalla caliura estiva milanese!

 

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