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Vini e Sapori del Garda: tra eccellenze enogastronomiche e la competenza di sommelier professionisti

By 12 Maggio 2016 2 Comments

Il Garda Bresciano è un territorio molto suggestivo dal punto di vista paesaggistico, oltre che particolarmente ricco dal punto di vista storico, artistico e culturale. Ma ciò che forse non tutti sanno è che grazie al suo clima mite tutto l’anno, è anche un territorio molto generoso:  offre infatti numerosi prodotti enogastronomici d’eccellenza come vini, olio, agrumi, formaggi, salumi

E proprio questi sono stati i grandi protagonisti di Vini e Sapori del Garda,  manifestazione organizzata dalle delegazioni di FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) della Lombardia e di Piacenza in collaborazione con la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, che si è tenuta domenica scorsa (8 maggio 2016) all’Enoteca regionale della Lombardia a Broni (PV).

Questo grande evento, volto promuovere appunto le eccellenze enogastronomche del territorio della sponda bresciana del Lago di Garda, ha visto coinvolti 19 produttori di vino (Valtenesi e Lugana), 4 frantoi e 5 produttori del settore agroalimentare.

Durante la conferenza di presentazione dedicata alla stampa sono intervenuti: Carlo Pietrasanta,  il Presidente del Movimento Turismo del Vino; Giovanna Prandini,  Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda; Alberto Lupini, Direttore Responsabile di Italia a Tavola; Marino Motta, delegato di FISAR Brescia;  Luigi Paroni, sindaco di Broni (PV); Roberto Pace, delegato FISAR Pavia.

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E gli spunti sono stati numerosi: si è parlato di enoturismo in Italia e di esempi virtuosi da seguire all’estero, di accoglienza sul territorio e nello specifico all’interno delle aziende vitivinicole, del ruolo che dovrebbero avere i sommelier all’interno di questo sistema turistico.
Perché – come ha concluso Roberto Pace, delegato FISAR Pavia – “il vino è cultura, territorio, passione, l’oro nero dell’Italia” e noi non possiamo stare fermi a guardare cosa fanno gli altri paesi, ma dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare sodo e sinergicamente per far sì che la nostra Italia diventi leader nell’enoturismo oltre che di prodotti di qualità.
La conferenza si è conclusa con la degustazione di Paxtibi, Groppello Brut Nature Metodo Classico dell’Azienda biologica Zuliani: che insegna come da un’uva rossa autoctona della Valtènesi vinificata in bianco, possa nascere una bollicina sorprendente, ma allo stesso tempo in grado di restituire l’unicità di un territorio in modo innovativo.

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Le degustazioni sono poi proseguite ai banchi d’assaggio, tutti presidiati da appassionati produttori e da preparatissimi sommelier FISAR. In servizio c’erano anche alcuni colleghi della delegazione di FISAR Milano Duomo, ai quali ho chiesto quali fossero i loro vini preferiti e perché.

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Alessandro Barbieri sembra non avere dubbi: «Garda Classico Bianco DOC dell’Azienda Agricola La Torre. 85% Riesling renano, a saldo Incrocio Manzoni. In nomination per la capacità dell’azienda e dell’enologo Attilio Pasini di esprimere un prodotto diverso dai canonici Groppello e Lugana. Può piacere o meno la particolare annata 2015, ma il prodotto e’ di sicuro interesse, da riprovare in altra annata».

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E Peppe Bua ammette con onestà: “Sarò di parte perché lo servivo io, ma direi che il chiaretto “La moglie ubriaca” dell’Azienda Agricola La Basia. Per eleganza dei profumi, equilibrio nella degustazione e espressione del territorio”.

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Anche Mattia Zanetta risponde con decisione:«Valtenesi Rosè “RosaMara” dell’Azienda Agricola Costaripa. Il più fine tra i chiaretti del Garda, dal suo colore rosa tenue ai suoi sentori di rosa macerata e biancospino per  arrivare ad una beva armonica, sapida, lunga e persistente».

Oltre ai ragazzi in servizio, anche Valeria Di Rosa e Angela Sarcina, sempre sommelier colleghe di FISAR Milano Duomo, hanno espresso il loro giudizio.

Per Valeria, il vino migliore degustato è stato il «San martino della battaglia di Cobue sia nella versione secca che vendemmia tardiva a base di tocai friulano. Secco, fresco, sapido e agrumato con una nota di mandorla amara nel finale. La vendemmia tardiva raggiunge un equilibrio perfetto tra dolcezza e sapidità. Una sorpresa».

Invece Angela afferma col sorriso «Mi è piaciuta la storia del Tochi, DOC interregionale, e aver assaggiato un vino dolce come il Gefide San Martino della Battaglia DOC liquoroso della Cantina della Spia d’Italia, annata 2000. L’ho trovato elegante e mi è piaciuto il contrasto tra il miele e il sentore amarognolo alla fine».

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Quest’ultimo vino, liquoroso opulento e di gran finezza, l’ho apprezzato molto anche io. Viene prodotto solo nelle annate migliori e il lungo affinamento e l’aggiunta tra il 10 e il 15% di vino di annate precedenti tenuto in barrique, lo rendono speciale. Al naso profumo di nocino e in bocca miele di castagno con quel finale ammandorlato tipico del Tocai Friuliano. Il Gefide San Martino della Battaglia DOC liquoroso Spia d’Italia un vino da meditazione oppure da fine pasto in abbinamento a pasticceria secca o formaggi erborinati. Ma io oserei anche un bel piatto di tortelli di zucca mantovana su fondutina di gorgonzola piccante.

Tra i banchi d’assaggio, oltre ai vini, tante altre delizie hanno attirato la mia attenzione. Come per esempio i prodotti a base di agrumi dell’azienda biologica Frutto del Garda. Le loro confetture a base di arancia, cedro e limone sono una poesia per il palato.

Molto interessanti anche i formaggi a latte di vacca, intero o parzialmente scremato, del Caseificio Sociale Valsabbino. Il mio preferito? Indubbiamente quello allo zafferano!

E ancora i salami in degustazione del Centro Carni dei Colli Storici e del Salumificio Marchesini. Entrambi molto saporiti.

Tra le degustazioni a tema, quella che più mi ha incuriosito, forse perché più distante, ma allo stesso tempo vicina, alla mia preparazione da sommelier, è stata quella sull’olio Extravergine d’Oliva Garda DOP. Guidata da Andrea Bertazzi, presidente consorzio di tutela olio Garda DOP.

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Tre gli oli in degustazione, ognuno con caratteristiche organolettiche differenti. Tanti sentori erbacei e mandorlati e poi quel profumo di carciofo che io adoro e che associo alla mia bellissima isola, la Sardegna. E poi ho imparato finalmente la tecnica di degustazione olfattiva dell’olio, riscaldandolo con le mani in modo da individuare al meglio profumi e difetti dell’olio, ma anche la tecnica – non proprio silenziosa, ma molto efficace – dello strippaggio. 

E questo è tutto. Almeno per questa edizione di Vini e Sapori del Garda. Ora non mi resta che andare a visitare il Garda Bresciano, per vedere con i miei occhi, e soprattutto interpretare con i sensi del gusto e dell’olfatto, quanto questo territorio abbia da offrire agli appassionati di viaggi ed enogastronomia come me. A presto allora!

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